SHIZZOFONIA… "TUTTA INTORNO A TE"

Telefonini di ultima (de)generazione

 

Un tempo, e sembra sia trascorso un secolo, il radiomobile costituiva una via di mezzo tra oggetto cult e status symbol. Era il periodo in cui indaffarati manager, cavando dalla ventiquattrore un ingombrante aggeggio dalla sagoma trapezoidale, ingeneravano in guardinghi passanti il sospetto di trovarsi alla prese con individui della serie 007 (o affine).

Il soggetto, dopo averci farfugliato qualcosa di apparentemente enigmatico, ricompattava una vistosa antenna telescopica e riponeva il marchingegno accanto a misteriosi dossier impilati in valigetta.

Poi arrivarono quei tascabili a buon prezzo che avrebbero trasformato tutti i luoghi pubblici (e non) in ambienti poco dissimili da quelli destinati alle prove d’orchestra. Tanto, anche, grazie al fatto che intere tribù di creativi non aspettavano altro per attaccare a sfornare via rete tutta una sfilza di incredibili suonerie, con e senza accompagnamento di dialer.

Si capì la portata del nuovo fenomeno; la sua straordinaria presa di massa, constatando che le rivendite di radiomobili battevano venti a uno i pur numerosi ‘tattuifici’ spuntati come funghi in città.

Chi s’illudeva che la nuova moda si sarebbe limitata ad incrementare il numero degli incidenti stradali e ad incoraggiare il rincoglionimento degli iscritti alla scuola dell’obbligo avrebbe ricevuto cocenti delusioni dall’introduzione di ulteriori e più portentosi modelli; quelli forniti di fotocamera digitale.

Sulle prime siffatta stupefacente innovazione parve rispondere all’esigenza di rinsaldare, vivificandoli, i più sani aspetti del menage familiare. A fronte di comprensibili reticenze nell’immortalare i connotati della suocera, ci furono, ovunque, raffiche di riprese sull’ultimo nato, sulle vacanze al mare, senza trascurare le bestiole domestiche e perfino la scrivania dell’ufficio.

Le signore ne approfittarono per tenere sotto controllo l’anima gemella. O, quanto meno, ci provarono, considerato che, parallelamente, le più avvedute operatrici dell’eros s’erano già attrezzate di conseguenza decorando le pareti con vistosi poster di vedute cittadine. Poniamo che la coniugale chiamata sorprendesse il destinatario mentr’era in tenuta non dissimile da quella con cui i giornali hanno immortalato Saddam. Al "p..r…o….n..t..ooo!" di lui" ecco una tenera vocina che, resa diffidente da trascorse esperienze, chiedeva con perentorio garbo "Dove sei caro?". L’uomo puntava il microobiettivo diritto sul poster e, flash. "Piazza San Carlo,…….un traffico della madonna….Richiamo più tardi". Ed era fatta; sempre che non fosse stato tanto malaccorto da incasinarsi sull’indicazione della località.

Bisogna tener conto, intanto, di quella pericolosa tendenza che tira ad assimilare l’utente della telefonia mobile all’inquilino del porcile; un animale, è giusto ricordarlo, che sembra prestarsi egregiamente allo sfruttamento integrale, visto e considerato che se ne utilizza ogni componente della carcassa. Ecco spiegato l’avventarsi dei vecchi e nuovi media sugli sventurati possessori di siffatto irrinunciabile gingillo.

Caterve di periodici (strategicamente affiancati dalle teleemittenti) fanno a gara su chi riesce a fotterne di più strombazzando inviti che sembrano riecheggiare l’antico motto Kodak "Voi schiacciate il bottone e noi faremo al resto".

Legioni di babbei sono sempre più indaffarati nel trasmettere a questa o quella redazione l’immagine del piccolo impegnato a far pipì, quella del brindisi in famiglia, per sorvolare su certe riprese nere, sfocate ed indefinibili, che non sono fantasmi colti al volo, ma, molto più prosaicamente, sagome di bestiole sulle quali nemmeno col navigatore satellitare riuscireste a capire dov’è ubicata la testa e qual è la coda. Ovviamente occorrerebbe essere dei trogloditi per intestardirsi a spedire l’elaborato in confezione cartacea. Resta d’obbligo, nella fattispecie, il ricorso all’e-mail (con annesso ulteriore introito per le compagnie telefoniche).

Ricalcando le orme di Muydbrige, il passaggio dalla foto al filmato non s’è fatto attendere. E la cosa ha finalmente elargito ai pornofili quella ulteriore leccornia della quale, da tempo, stentavano a privarsene. Siamo, quindi, al tripudio di minisequenze che, al ‘modico’ prezzo di due euro, regalano ben cinque minuti di videoscopate.

Uniche recriminazioni quelle esternate da qualche stagionato nostalgico del VHS. Cos’altro pretendeva? Il genere non è propriamente da colossal. Bando alle lungaggini! Si tratta mica di seguire le imprese del tenente Colombo. Semmai, ora, sarebbe il caso di accessoriare il videofonino con qualche appropriato sostegno (morsetto o treppiedi) in grado di consentire all’utente la dovuta libertà di manovra, senza costringerlo a complesse ed impacciate manipolazioni.

Da registrare, intanto, come questo nuovo optional pare lasci piuttosto freddini i sudditi di S.M. britannica. Gli inglesi, si sa, devono sempre condire con un tocco di snobismo l’impiego dei ritrovati messi a disposizione dalle nuove tecnologie.

Avete presenti quelle estetiche etichette che la normativa sulla privacy schiaffa in faccia ai comuni mortali accidentalmente inquadrati sui giornali? Scordatevele! Per farla breve. Per molti utenti made in England il videotelefonino serve ad ampliare le possibilità della classica candid camera. Sotto allora a prendere a sberle la prima signora di passaggio onde filmare il tutto per poi affrettarsi a trasmettere via internet questa originalissima variante di reality show.