C. XVIII
UN REMOTO FATTO DI CRONACA
L'intromissione
del vecchio ci aveva lascito sconcertati.
Lo
sentimmo emettere un prolungato sospiro:
"Eeeeh...!
Giacomo, dio l'abbia in gloria, era tanto una brava persona, ma di fronte ai
soldi...", e torno' a sospirare. "E sì che ne aveva proprio bisogno.
Pero', che so',....avesse almeno provveduto a farlo benedire quel locale prima
di metterlo in vendita...".
Il nostro
sconcerto s'era tramutato in stupore.
Vedemmo, a
quel punto, che il vecchio abbandonava la poltrona per portarsi sotto il
panorama di Torino.
"Questa
citta'", disse, posando sull'immagine una mano piu' avvizzita della zampa
d'un volatile, "e' ricca di luoghi...come dire?...Un po' fuori
dall'ordinario". E, spostando l'indice da un posto all'altro della veduta,
"se ne potrebbe ricavare una mappa interessante e dettagliata che,
tuttavia, per essere completa...", vedemmo il dito abbattersi deciso in
corrispondenza d'un tratto della Vanchiglia, "dovrebbe includere anche
questo punto".
Ne' io,
ne' il mio accompagnatore osavamo fiatare.
"Vi hanno
mai parlato della morte di Adelio;...il maggiore dei miei fratelli?"
"Una
disgrazia", mormoro' Baretti.
"Una
disgrazia...si!" confermo' il vecchio, "ma diversa da come immagino
possano avervela raccontata.
Attraverso'
lentamente la stanza fino a portarsi presso il grammofono. Estrasse dal
mobiletto sottostante un disco con l'etichetta ingiallita e lo poso' sul piatto
dell'apparecchio. Giro' varie volte la manovella senza staccarci gli occhi di
dosso e di lì a poco, disturbate da un fastidioso fruscìo, echeggiarono nella
stanza le note d'un motivetto d'altri tempi. Una marcetta orecchiabile, d'una
semplicita' infantile, che assumeva, a tratti, l'andamento d'una monotona
cantilena.
Gorati se
ne resto' assorto ad ascoltarla fino a quando, esauritosi il pieno della
carica, le note non degenerarono in un rumore lento, indecifrabile, strascicato
e martellante.
Dopo
averne bloccato bruscamente i giri, il vecchio c'indico' il disco:
"Era
la musica preferita del ragazzo. Dopo la sua morte non passava giorno senza che mio padre ne ascoltasse almeno
qualche brano".
Intervenni:
"Doveva
essere molto attaccato a quel suo fratello".
Rispose
con una frase che ci fece gelare il sangue:
"E'
come se fosse stato lui ad ammazzarlo!"
Ancora una
volta, il padrone di casa si trascino' fino al credenzone e ne estrasse un
grosso ritratto incorniciato che ci mostro'.
Trasalii....
La stessa faccia dell'uomo incontrato, quel giorno, dietro il tavolo di
quercia.
Baretti,
guardandomi, doveva aver capito poiche' notai ch'era sbiancato in volto.
"Ci
avrei giurato che fosse mio padre", commento' il vecchio e torno' a
sprofondare nella poltrona che avevamo di fronte. Si porto' alle labbra le mani
congiunte e, dopo una breve pausa di silenzio:
"Bene!..."
riprese, "ora statemi a sentire", e comincio' a narrare una storia
che mi avrebbe tenuto col sonno sospeso per quella e per un'altra notte ancora.
"Per
la fatica e per gli investimenti che gli era costato, il negozio rappresentava,
per mio padre, qualcosa di piu' d'una semplice occupazione. Aveva cinque bocche
da sfamare, ed anche se il guadagno che se ne ricavava non era male, si
rivelava appena sufficiente a fargli mantenere la famiglia in modo decoroso.
Quando il
maggiore dei miei fratelli aveva appena dodici anni accadde qualcosa che avrebbe
segnato per sempre la nostra esistenza.
All'epoca, ero
un bambino di sei anni, ed anche Giacomo non e' che fosse molto piu'
grande di me.
Tutto ebbe
origine da una vacanza; una di quelle gite fuori porta, come s'usava allora. Si
era in estate e per tutta una giornata ce n'eravamo rimasti lontani da via
Balbo.
Al
rientro, la brutta sorpresa. Approfittando della circostanza i ladri ci avevano
svaligiato il negozio.
Per tutti
, e per mio padre in particolare, dovett'essere terribile. Non c'erano polizze
assicurative a copertura della merce trafugata, ne' la famiglia disponeva di
risparmi tali che consentissero una facile ripresa dell'attivita'. Per giunta,
molti degli oggetti scomparsi erano stati depositati in conto vendita ed
occorreva risarcirne i proprietari.
Mio padre
stentava a trovare prestiti mentre le scadenze, implacabilmente, continuavano a
moltiplicarsi".
Un sospiro
piu' profondo dei suoi soliti ci lascio' intendere che fosse prossimo al punto
cruciale della storia.
"Non
era un debole", tenne a precisare, "ciononostante non gli riuscì di
resistere ad un momento di piu' intenso sconforto...Fatto sta che tento' il
suicidio.
Quando
cio' accadde si trovava, come io stesso sarei stato costretto a constatare, nel
minuscolo vano in fondo al locale; l'angolo più appartato in cui era solito dedicarsi alla
contabilita' e dove conservava i pezzi piu' pregiati. Immagino che, mettendo
mano al revolver custodito in un cassetto, dovess'esser certo di trovarsi da
solo e, quando Adelio sbuco' all'improvviso, forse aveva gia' accostato l'arma
alla tempia.
Il resto
e' facile da immaginare. Seguì, quasi certamente, una specie di colluttazione
conclusasi con un colpo dal basso verso l'alto che raggiunse il ragazzo diritto
sotto il mento facendogli esplodere il cranio.
Che dire?
Ancora oggi invidio Giacomo, che ebbe la fortuna di sottrarsi alla vista di quel macello. Il locale era stato
chiuso alla mezza, ma lui tardava ancora a tornare da scuola. Sarebbero passati
gli anni, sarebbe cresciuto e se ne sarebbe andato ignorando la verita' su come
s'era svolta la disgrazia.
La mamma
ed io, invece, allarmati dal rumore, accorremmo e nulla ci fu risparmiato della
scena orrenda che ho ancora davanti agli occhi".
Per alcuni
attimi il vecchio si tenne tra le mani il capo lasciandolo dondolare.
"Vidi
Adelio che giaceva esanime sul pavimento. Al posto della testa
un'irriconoscibile poltiglia sanguinolenta.
Oltre al sangue, c'erano, disseminati tutt'intorno, frammenti d'una
materia mai vista .
Il corpo,
occludendo il passaggio, teneva inchiodato il babbo in fondo all'angolo. Si
teneva le mani sul volto e continuava a ripetere, come in una cantilena: 'colpa
mia!...Tutta colpa mia!'
Ben
presto, quel pianto sommesso fu coperto dalle urla strazianti di mia madre.
Com'era
prevedibile, non passo' molto e cominciarono ad affluire i primi curiosi, che
subito fecero riecheggiare per strada l'unico commento possibile: 'Una
disgrazia!'.
Non ci fu
nessuno; ne' allora, ne' dopo, che si sognasse d'approfondire i dettagli di
quell'evento, che i miei genitori per primi s'affannarono ad ammantare di
pietose menzogne.
In un
primo tempo, comvincermi che Adelio si fosse ammazzato maneggiando l'arma
incautamente dovett'essere, per i miei, la cosa piu' facile di questo mondo.
Dopo, beh!...Dopo le cose sarebbero
andate diversamente.