L'ATTENUANTE
(Liberamente ispirato alla famigerata teleserie "Law & Order")

 L'accusa:
 "Non è concepibile, vostro onore! E mi chiedo dove si andrebbe a finire qualora un malinteso uso della clemenza dovesse sottrarre al massimo della pena un individuo che dà della prostituta ad ogni donna con cui viene a diverbio"
 La difesa:
 "Si tenga conto del fatto che il mio assistito figura da anni nelle liste dei disoccupati...."
 L'accusa:
 Mi oppongo, vostro onore! Circostanza irrilevante ai fini del giudizio!"
 Il Giudice:
 "Opposizione accolta!"
 La difesa:
"Obiezione! Chiedo di poter completare il concetto che intendevo esporre!"
 Il giudice:
 "Accolta!"
 La difesa (guardando in cagnesco l'accusa nonchè accalorandosi al punto da perdere il controllo):
 "Ed in qualità di disoccupato; non avendo un c.... da fare..."
 Il giudice (fortemente irritato):
 "Moderi i termini! E non se lo faccia ripetere!" Poi, per fronteggiare il crescente brusio verificatosi in sala, picchiando a più riprese con il martello modello tappezziere "Silenzio! O faccio sgombrare l'aula!"
 La difesa (con volto contrito):
 "Riformulerò il concetto, vostro onore, e prego si sostituisca in verbale con la parola 'alcunchè' il termine precedentemente usato e per il quale mi affretto a porgere le dovute scuse.
 Intanto la forzata permanenza nello stato di inerzia produttiva ha consentito al mio cliente di avvalersi dell'8.326mo emendamento che, come risulterà noto a questa onorevole corte, democraticamente permette a chiunque di impiegare come meglio crede il proprio tempo libero.."
 Il giudice (consultando nervosamente la cipolla estratta dalla toga):
 "Vanga al dunque, avvocato!"
 Il legale:
 "Potrei anche astenermi dal proseguire nella perorazione limitandomi a richiamare l'attenzione della corte sul reperto n.1 allegato agli atti della difesa".
 Ad un cenno del magistrato, l'usciere depone tre volumi sul tavolo del giudice che, pazientemente, si limita a sfogliarne qualche pagina.
 L'accusa (che ne approfitta per chiedere la parola, dopo aver lanciato occhiate di sufficienza all'ingombrante reperto), rivolgendosi alla giuria:
 "Prova a discarico? Definiamola, piuttosto, per quello che oggettivamente rappresenta; un patetico tentativo di tirare la cosa per le lunghe. Produrre in giudizio 450 tabulati sulle connessioni Internet effettuate di recente dall'imputato è come preterndere di voler scagionare qualcuno consegnando alla corte gli elenchi telefonici della città di New York".
 La difesa:
 "Non è esatto, dotto collega!" puntualizza dopo aver trangugiato il bicchiere di minerale offertogli dalla graziosa assistente, "In quelle carte c'è la prova provata dell'intimo dramma intimamente vissuto dal mio assistito, la cui ininterrotta navigazione tra siti porno, con annessa acquisita patologia da videodipendenza, ha trasformato il più innocuo dei Dr. Jekyll nel più incontrollato Mr. Hide formato 21 pollici.
 Una volta imboccato, il tunnel della maxipornografia virtuale non gli ha più lasciato vie di scampo. Dalla standardizzazione delle performances a luci rosse alle web-cam delle professioniste il passo è stato breve; per non parlare delle continue frequentazioni di postazioni peer to peer, che è come conferissero all'innocente quadrupede di E-mule attributi decisamente priapeschi. Nè c'è voluto molto perchè il poverino toccasse il fondo dell'abiezone, cadendo nelle grinfie di quel Second-life capace di degradare l'americano medio nel più allupato degli Avatar.
 Ossessionato dalla gratuita acquisizione di Dvx a base di triplici e quadruplici amplessi, lo sventurato non ha potuto esimersi dal trasporre nel mondo reale situazioni e valutazioni di quello virtuale, ricavandone le devastanti catastrofiche conseguenze che oggi lo espongono all'umana comprensione della corte.
 Vedendo arrivare la commessa del lattaio bastava gettarle un'occhiata e per lui era più che evidente che la stessa doveva aver trascorso la notte tra le braccia nerborute di chissà quanti individui di colore. Per non parlare della panettiera, la cui generosa scollatura la diceva lunga sulla specilità delle prestazioni che la signora avrebbe effettuato  all'insaputa del marito. Nemmeno la diaconessa della comunità presbiteriana restava esente da infamanti sospetti; l'opulenza del suo fondoschiena attestava in tutta evidenza che, appena libera da rituali incombenze, doveva compiere imprese che avrebbero fatto arrossire la Monaca di Monza.....".

 A questo punto il filmato s'interrompe intrecciandosi, in elegante dissolvenza, allo scorrimento di un testo sormontato dalle generalità dell'imputato  e seguito dalla scritta:
 "Assolto dalla corte del Minnesota ed assunto il 16 Luglio 2005 in qualità di netturbino dall'Amministrazione del suo Comune, dedica ora il tempo libero al recupero di quanti si rivolgono all' 'Associazione Videodipendenti Anonimi' amorevolmente seguita dalla locale sede dei frati trappisti".
   



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