BLOG (Nuove considerazioni)
Avevo trattato l’argomento tempo addietro. Purtroppo la vertiginosa evoluzione registrata nei contenuti della blogsfera mi obbliga ad operare qualche opportuno aggiornamento.
All’inizio c’erano quasi esclusivamente diari ed informazioni destinate al passaparola virtuale , ma adesso somiglia maledettamente ai posti con la scritta "sali e tabacchi"; mica ci trovi solo sigarette e sale da cucina.
Di fatto, fra l’altro, è diventato luogo di ritrovo tra quanti l’hanno scambiato per una sala-parto capace di sfornare letterati ad un ritmo che nemmeno le raffiche sull’auto della povera Sgrena.
Sono partiti tutti all’arrembaggio, senza nemmeno preoccuparsi di affilare le armi.
Ovviamente non potevano mancare i poeti; anche se sono quelli che producono, tutto sommato, i casini minori. Le loro creazioni, se orientate su modelli di spiccato sentimentalismo, restano più o meno equamente ripartite in:
APOLOGIE DI MAMMA E PAPÀ;
RICORDI D’INFANZIA;
RAGGUAGLI SULLE PROPRIE SOFFERENZE;
DECANTAZIONI DELLA PERSONA AMATA.
Assodato che la poesia punta al coinvolgimento emotivo di chi se ne sobbarca la lettura, è d’obbligo chiederci "Siamo sicuri di centrare sempre il bersaglio?"
Il primo genere propone, non di rado, composizioni a tal punto ermetiche che solo un provetto enigmista potrebbe cercare di venirne a capo. I più, a lettura ultimata, si romperanno la testa per capire di che cavolo si stia parlando; e se per caso chi scrive non l’abbia fatto al preciso scopo di prendere in giro il lettore.
Di più incomprensibile c’è solo il secondo. D’accordo! Non è colpa tua se sei nato in un villaggio della Basilicata nel primo ventennio del ‘900, apprezzandone in pieno le bellezze floreali e quelle faunistiche. Non trovo però giusto che t’incazzi per la palese incomprensione dimostrata da chi ha visto la luce molti anni dopo, vivendo sempre in metropoli tanto cementificate che, per farsi un’idea della vegetazione, ha dovuto ricorrere a teleprogrammi del tipo Geo & c., mentre (fatta eccezione per cani e gatti) gli unici animali che ha avuto occasione di ammirare sono quelli appesi ai ganci delle macellerie.
E che dire di quanti, verseggiando, affidano al Blog i tormenti del proprio animo?
Per molti è uno sfogo degno della massima comprensione. Ma…..occhio ai masochisti! C’è gente che, autocommiserandosi, tira a rilanciare canoni comportamentali cari ai flagellanti di antiche e famigerate confraternite. Scommetto che costoro gradirebbero tanto commenti del tipo "Sei così disgraziato da farmi schifo" o, addirittura, "Cos’aspetti a prendere Trenitalia?"
Non parliamo, poi, di quanti si accaniscono a decantare le bellezze della donna amata.
Sarebbe quanto meno opportuno che allegassero al testo una foto del soggetto; possibilmente in tenuta ‘evidica’. Invece……"Mi pesa stare lontano dal tuo seno". Bravo! Ma vuoi farmi partecipe della sue misure? Poni che a me vadano a fagiolo quelle piuttosto abbondanti. Che ne so se tu non stravedi per la classe mini? Oltretutto, al di là delle dimensioni, restano pur sempre da appurare questioni di forma. Hai presente quello della Ferilli? E’ il mio genere. Chi diavolo m’assicura che la tua lei, per quanto splendida, non ce l’abbia del tipo pere "abate"? Lasciamo perdere ch’è meglio……sennò va a finire che m’arrabbio.
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Intendiamoci! Non è che la diaristica abbia deposto le armi. Tutt’altro. C’è, piuttosto, che, a modo suo, le ha rese assai più sofisticate (e micidiali).
E’ finito il tempo in cui oneste massaie, mobbizzati di varia natura e provenienza ed aspiranti giornalisti affidavano al web considerazioni e memorie. Oggi va di moda l’arte del camuffamento (con tutto quello che, purtroppo, ne consegue).
Crescono (cliccare per credere) i seguaci del "Modello Salgari". Alzi la mano chi, da adolescente, non s’è mai spolpato qualche libro dello scrittore che ebbe la disgrazia di doversela vedere con gli editori torinesi. Difficile beccare sul mappamondo un solo luogo esotico sfuggito alla creatività della sua fantasia. Intanto, mentre quello scriveva di tigri e pirati, c’era chi minacciava di spiccargli il pignoramento; non su qualche sperduto bungalow della Birmania ma proprio sul suo più modesto domicilio subalpino.
Era una padre di famiglia con numerosa prole a carico. Lo pagavano. Male, ma era pur sempre una valida motivazione per mantenere sotto torchio le performances della sua inesauribile inventiva.
Fatte salve esigenze di ordine terapeutico, non ci si spiega, di conseguenza, cosa possa spingere all’emulazione d’un siffatto comportamento quel vero e proprio esercito di incorreggibili contaballe impegnati ad iniettare via web brani di narrativa con sapore autobiografico più incredibili delle avventure di Nembo Kid.
Pazienza quando a prendere certe iniziative sono esponenti del gentil sesso.
Quelle sì che ce l’hanno qualche ragione. Andando a ficcare il naso tra chi è impegnato nella produzione eufemisticamente detta "per adulti" vi rendereste conto che se anche le liste elettorali fossero confezionate allo stesso modo il governo del paese starebbe da un pezzo in mani femminili.
Era tempo che, complice l’anonimato offerto dalle tecnologie digitali, costoro si sfogassero. E’ un loro diritto; più che sacrosanto, dopo millenni di insopportabile sottomissione a modelli e stili di vita fatti apposta per confinarle in ruoli decisamente chiusi.
Di brutto c’è solo che, come bisogna onestamente riconoscere, ogni medaglia ha il suo rovescio.
Ora, io, che sono (almeno mi ritengo) una persona per bene, quando m’imbatto in lavori di siffatta natura, non faccio mai pensieri del tipo "Dio! Ecco una ninfomane!". Penso, piuttosto, di trovarmi alle prese con una normalissima ragazza (o signora) che ha trovato modo di dire la sua su di un aspetto tutt’altro che marginale riguardante i rapporti interpersonali.
Si tratta di letture spesso interessanti poiché (fatta eccezione per le composizioni sparate a tradimento da qualche incorreggibile figlio di madre nubile) danno modo di recepire il punto di vista femminile sui rapporti uomo-donna.
Non è detto non ci sia chi possa trarne beneficio. Siffatte letture, ad esempio, si rivelerebbero
salutari per mariti e/o compagni a cui (come recita un’affermata canzone femminista) "la mamma non ha detto proprio niente".
Ma……E siamo alle dolenti note. Non tutti ragionano allo stesso modo. Quanti hanno qualche problema di inequivocabile competenza neuro-psichiatrica sono portati ad affrontare questi testi con modalità le cui varianti risultano direttamente proporzionali alla patologia che li affligge.
Sono, per le aspiranti scrittrici del genere, l’esatto equivalente dei "pest" che infastidiscono le connessioni in rete. Tra i più innocui quanti reagiscono al parto letterario con un impatto non dissimile da quello dei tipici frequentatori dell’ormai affermato "taci e ascolta". "L’amore non vuole pensieri" dice un saggio proverbio partenopeo, per cui, costoro, finalmente liberi dallo stress che comporta il costo della "telefonata", possono tranquillamente gustarsi il tutto abbandonandosi ad inconfessabili manipolazioni. Non si tratterà di riscontro/commento tra i più auspicabili, comunque, contenti loro….
Il peggio accade quando si viene alle prese con individui affetti da turbe psichiche tanto devastanti da farli arretrare di parecchi gradi sulla scala dell’evoluzione. Bastano poche righe per trasformarli in ominidi alla frenetica ricerca di qualcosa che esiste solo nella loro testa. Convintissimi che chi tocca siffatti argomenti debba essere per forza una ‘femmina in calore’, faranno di tutto per mettersi sulle sue tracce. Da escludersi che possano porsi interrogativi del genere "sarà giovane o vecchia, racchia o avvenente?". Tirano a ricalcare, conferendogli valore di vangelo, lo slogan pubblicitario d’un noto lassativo; per loro "basta la parola!".