Dall'autoapprendimento ai CORSI DI FORMAZIONE

 

C’è stato un tempo beato in cui, raggiunta l’età della ragione, chiunque intendeva scegliersi un lavoro o un hobby poteva fare affidamento sul papà elettricista o sullo zio fotografo. Se proprio voleva strafare comprava di tanto in tanto qualche rivista, scambiava pareri con i coetanei oppure andava a curiosare nei covi della concorrenza. Vi erano tutte le condizioni per un dialogo da cristiani tra professionisti, neofiti e semplici curiosi della materia. Poi, lentamente, i canali di quella bonaria forma di comunicazione cominciarono ad intasarsi . Così, quando un Pippo qualsiasi iniziava ad interessarsi, poniamo, di come si fanno i gelati, già stentava a trovare adeguata disponibilità da parte di quel cugino barista con il quale da ragazzi erano stati culo e camicia. Sprezzante insensibilità da parte di chi avrebbe potuto fornire le agognate spiegazioni ? Nemmeno a pensarci ! Colpa dell’andazzo sempre più frenetico della cremeria, che costringeva il provetto gelataio a rinviare sine die l’incontro richiesto.

La fretta ! Ecco il nuovo genere di contagio che cominciava a serpeggiare per ogni dove.

Già all’imbrunire, le piazze dei paesi, per antica tradizione brulicanti di gente, cominciavano a mostrare vuoti simili ai paurosi effetti delle granate. Non ci volle molto e la massa degli stanziali si restrinse ai soliti pensionati ed a qualche gruppetto di sbandati. Tutti gli altri si limitavano ormai a transitare con andatura da podisti per andare chissà dove.

La definitiva scomparsa di un’era coincise con il crollo di quegli ultimi baluardi della libera conversazione che erano le botteghe dei barbieri (nel frattempo irrimediabilmente rinominate "coiffeurs pour hommes"). Gli ultimi increduli dovettero convincersi che chi vi entrava lo faceva solo per farsi fare barba e capelli. E se qualche irriducibile accennava a voler attaccare bottone trovava l’interlocutore pronto a fare il sordo ed a consultare l’orologio con crescente frequenza. Unici motti consentiti: "spazzola!" e "mancia !".

La cosa contribuì a trasformare Pippo da curioso in consumatore. Impossibilitato a confrontarsi con chicchessia sull’argomento che tanto gli stava a cuore, non restava al giovane altra chance che non fosse quella di frequentare con la dovuta solerzia le edicole trasformatesi, nel frattempo, nel più incredibile emporio di enciclopedie. Saggiamente periodicizzate, queste pubblicazioni invitavano a soddisfare qualsiasi esigenza d’indottrinamento. Bastava averne voglia ed era possibile apprendere tutto; dalle tecniche pittoriche al bricolage e dalle collezioni di orologi fino alle abitudini alimentari dei coleotteri.

Come per ogni umana innovazione, tuttavia, anche la proliferazione delle enciclopedie a dispense non mancava di tradire qualche neo.

Tanto per cominciare, la scarsa dimestichezza dei vari Pippo con le delizie della terminologia tecnica creava, alle volte, più difficoltà di quante riuscisse a rimuoverne. Siamo franchi ! Quando t’intruppi in un periodo del quale non capisci una mazza vorresti proprio che qualcuno t’aiutasse a superare l’ostacolo. Se non lo trovi sono cavoli amari. A molti, poi, dopo l’acquisto dei primi fascicoli, cominciava a stare sulle palle l’eccesso di illustrazioni che li corredavano. Poniamo che tu voglia farti una buona infarinatura di fotografia, puoi accettare di sorbirti schemi e tabelle, ma quando tre quarti della pubblicazione sono infarciti dalle riprese di tipi che nemmeno conosci è naturale che cominci a porti qualche interrogativo (rafforzato, del resto, dalla constatazione che più si va avanti con gli acquisti settimanali, più le dispense diminuiscono di pagine, aumentano di prezzo e s’infittiscono di illustrazioni).

I più volenterosi, masticando sempre più amaro, finivano per ritrovarsi, alla fine, con una raccolta di 5, 6 o più tomi di incredibile ingombro e di più problematica consultazione.

Le cose si sono ancor più incasinate dopo l’avvento dei PC.

Con la scusa di rendere più agevole e completa l’informazione gli editori hanno "arricchito" la produzione cartacea con l’aggiunta di CD.

Maggiorazione di costi a parte, sta di fatto che, mentre prima o poi un volume (a meno di averlo dato in prestito) ti riesce di ripescarlo, con i supporti informatici è tutta un’altra storia. Trascorso qualche mese dalla vistosa rilegatura dell’enciclopedia della nautica, ti viene voglia di acquisire ulteriori cognizioni sui galeoni. Prendi il volume F-G. Rintracci la voce, che però ti rinvia al CD sui "Velieri del ‘600". Dove cavolo sarà finito ? Impossibile fare conto sull’aiuto dei familiari che, messi duramente sotto torchio, pare abbiano stretto tra loro un patto di rigida omertà mafiosa. Ed è naturale che t’incazzi. Butti per aria mezza casa. Saltano fuori dischetti che per anni avevi cercato invano, ma dei "Velieri" nemmeno l’ombra. Prossimo alla disperazione, cerchi di riacquistarne una copia scoprendo, con orrore, che sono esaurite.

Questi inconvenienti, uniti ad altri di più ardua classificazione, sono alla base dell’innegabile calo d’interesse per siffatti prodotti editoriali. E’ vero che continuano ad ingombrare le edicole, ma non facciamoci illusioni; finiranno in resa. I settori più aperti della società li hanno confinati nella sfera del modernariato. Guai a farsi pizzicare con in casa i sette volumi in mezza pelle de "Le erbe medicinali" ! Il minimo che possa capitarvi ? Passare da retrogradi irrecuperabili. Chi è al passo con i tempi si orienta, ormai, sempre e solo sui CORSI DI FORMAZIONE.

Un rivoluzionario salto in avanti rispetto alla solitaria preparazione autodidattica sulle enciclopedie a cadenza settimanale ?

Queste nuove figure dell'erudizione, egregie ed insostituibili fin che vogliamo, accomunano ai propri pregi non poche altre peculiarità derivanti dal fatto che operano (e spesso prosperano) nel contesto della più generalizzata incomunicabilità.

Se una persona deceduta solo qualche decennio fa potesse tornare in vita si sentirebbe catapultata in una realtà molto prossima alle tavole di Jacovitti. Nè so quanto riuscirebbe a reggere prima di rituffarsi nella tomba.

Il fenomeno offerto da quattro o cinque persone intente a parlottare è già talmente raro da costituire seri indizi di pericolosi complotti. Non si dialoga più. In compenso ci si telefona di continuo. Le moderne tecnologie hanno trasformato anche i chiacchieroni in consumatori. Più parli più paghi. E che cos'è che ascolti ? Sempre più spesso voci concitate ed argomentazioni demenziali espresse in un frasario che è già tanto se sono riconducibili ad una forma tribale di italiano.

In ossequio alla civiltà dell'immagine non si legge più. Pare, anzi, che la principale meta di massa sia costituita dall'analfabetismo di ritorno; uno stato di grazia conseguibile solo dopo anni di dura ed accanita videodipendenza. Del tutto consequenziale che, alla scuola dell'obbligo, gli insegnanti debbano ritenersi fortunati se riescono a riportare a casa la pelle. Non parliamo del moderno menage degli uffici, ridotti al da avere validi motivi per invidiare l'organizzazione della biblica Torre di Babele.

Prima o poi l'incombente minaccia di globale rincoglionimento una risposta doveva pur trovarla; limitata, imperfetta, macchinosa fin che si vuole, ma dettata, comunque, dalla necessità di correre ai ripari. E' edificante, per chi oggi intenda fare l'estetista, l'informatico o qualsiasi altro accidenti di mestiere, poter fare a meno dell'aiuto peloso di amici e conoscenti; evitare di rompersi la testa su volumi curati da gente che non sarà mai possibile interpellare; non dover più rinunciare, in altri termini, alle proprie sacrosante aspirazioni. Vivaddio siamo in una società democratica, che diamine ! Tutti hanno il diritto di ottenere un'istruzione da cristiani senza dover spendere una barca di soldi ! Verità sacrosanta, che però non è possibile dissociare dal proverbio che vede la strada dell'inferno lastricata dalle buone intenzioni.

Che ne direste se provassimo a bighellonare tra le varie (non tutte) distorsioni di queste portentose fonti del sapere ?

 

I CORSI DI FORMAZIONE COME OCCASIONE DI MIGLIORAMENTO ECONOMICO

Alzi la mano chi crede di poterne contestare l'asserto. Diciamo quel ch'è giusto ! Riconosciamo francamente l'esistenza di gente che, priva d'una siffatta opportunità, si sarebbe vista costretta a girare con le pezze al culo.

Qualche esempio ?

La miriade di corsi sparati a raffica da aziende attaccate alla greppia del settore pubblico danno o no da mangiare ad un esercito di docenti impegnati nella fruttuosa opera di reciproca gratificazione ? E della sorte toccata agli "appositi" finanziamenti UE ce ne siamo scordati ?

 

COME SISTEMA DI PROMOZIONE SOCIALE

E' incontrovertibile. Me lo sai dire dove vai se la relativa patente non ce l'hai ?

Anticamente andavano di moda i blasoni, che pesavano in rapporto ai quarti di nobiltà. Araldica a parte, qualcuno ricorda la struttura dello stemma borbonico al tempo delle "Due Sicilie". No ? Basta far mente a quei pannelli delle macellerie che illustrano i criteri del sezionamento bovino; ad ogni pezzo un numero ed un valore. Oggi, inflazionati i classici titoli di studio, la partita si gioca tutta sulla quantità di patacche formative che il singolo è in grado di ostentare. Ad esserne sprovvisti ci sarebbe da vergognarsi più della banana priva di bollino.

 

COME MEZZO DI ORIENTAMENTO NELLA OLD ECONOMY

Servirebbe. Peccato che, non di rado, promotori e docenti dei corsi abbiano una preparazione tale da portare all'immediato fallimento perfino una drogheria di modeste dimensioni.

 

COME STRUMENTO PER ATTINGERE GRATUITAMENTE AL LAVORO ALTRUI

Mi torna in mente la gustosa scenetta d'un vecchio film dove l'imprenditore (impersonato dal bravo Riccardo Billi), mostrando d'insegnare al dipendente (l'indimenticabile Mario Riva) le tecniche del relax, riusciva a trascinarselo in casa, dove, prospettandogli il bricolage come insuperabile mezzo distensivo, finiva per fargli fare gratis un sacco di lavori.

Se vedi un disgraziato che si sta facendo il culo senza beccare una lira ti viene spontaneo chiedere all'aguzzino di turno: "Che fai, lo sfrutti ?" "Nemmeno per idea !" l'altro potrebbe ribattere, "lo formo !"

 

COME SISTEMA DI CORTESE RIFIUTO

L'arciprete, che stravede per il futuro del nipote, va all'arrembaggio dell'assessore all'igiene.

"Circa quel posto part-time di aiutante spazzino ?"

L'altro, fornito di più numerosa parentela, azzarda una domanda, poi allarga le braccia e mostra di volersi mordere una mano : "Perchè non me ne ha parlato quando abbiamo indetto il corso per operatori ecologici?"

 

 

COME SOLLIEVO PER LA VECCHIAIA

(della serie: Anche gli anziani votano)

Tempo addietro t'incontro un ottantenne che tira avanti con la minima. Non lo vedevo da varie sere e la cosa comincia a preoccuparmi.

"Indisposto ? Macchè !" si affretta a tranquillizzarmi "E' che alle sei vado al corso per la terza età. Tratta ......heem........delle risorse degli anziani nella moderna società democratica".

Non riesco a capire come possa permetterselo fino a quando l'altro non puntualizza : "Dura tre mesi ed è tutto gratuito sa ?... Pensi che, alla pausa, ci danno anche il the, ed è gratis anche quello".

Sarà un caso, ma resta il fatto che la fine della formazione andava a coincidere con la consultazione per le amministrative.

 

COME SALA PARTO PER ASPIRANTI SCRITTORI

Indispensabile in un paese dove la cronica penuria di lettori è controbilanciata da quanti hanno il pallino di affidare alla carta tutto ciò che transita per la loro testa.

Molti metterebbero nero su bianco l'intera storia delle proprie corna (all'occorrenza se l'inventerebbero e la tradurrebbero in versi) pur di vedersi pubblicare. Tutto ciò in evidente controtendenza con la struttura dell'editoria; dove, tolta la modulistica, i ricettari delle star radiotelevisive e le traduzioni di chi ha fatto fortuna da qualche altra parte, non ci sarebbe spazio nemmeno per un secondo Manzoni.

Tant'è, tutti ci provano, con il risultato di finire tosati a zero da quanti, falliti come tipografi ed autopromossisi editori, stampano, naturalmente dietro lauto compenso, qualsiasi porcata venga loro proposta.

Il neoartista, scuciti i risparmi d'una vita, diventerà celebre come rompicoglioni dal momento che non la smetterà d'importunare amici e conoscenti con la distribuzione gratuita delle cento copie che s'è fatto tirare. "Contento lui...." direste. Ed invece occorre considerare che i tipografi non sono gli unici mortali con una bocca sotto il naso. Dovessero operare da soli, starebbero freschi ! Possono mica starsene davanti alla serranda, bloccare i passanti e chiedere : "Scusi, avrebbe qualcosa da pubblicare?"

E' giocoforza convenire sulla indispensabilità di quelle scuole di scrittura; liberamente aperte a chiunque avverta come un gravame il peso del proprio conto bancario unito a quello dell'ispirazione che scalpita per poter fuoruscire.

Fin troppo intuitivo che, a corso ultimato, siffatta fauna verrà immediatamente scodellata dalla padella formativa nella brace dell'editoria a pagamento. Non per niente i suoi esponenti stazionano nei dintorni con la stessa disposizione che caratterizza gli avvoltoi nei confronti delle potenziali carogne.

Tra gli allievi ce ne saranno anche che non aspirano affatto agli onori della composizione tipografica. Si tratta, potete giurarci, di gente la cui fortuna economica risulta inversamente proporzionale alla capacità di andare d'accordo con la grammatica.

C'era, ma tanti anni fa, una teletrasmissione che avrebbe fatto al caso loro. Ve la ricordate "Non è mai troppo tardi" ? Ma ora ? Meditate sull'imbarazzo che proverebbe il neoarricchito di mezza età qualora dovesse frequentare una scuola serale zeppa di analfabeti. Senza contare che le pecore zoppe della moderna jet society non differiscono gran che dal personaggio immortalato da Moliere nel "Borghese gentiluomo".

 

CONCLUSIONI

Croci o delizie che siano, queste nuove tecniche dell'apprendimento risultano ormai saldamente radicate nel codice di comportamento della specie. Tutti intuiscono che, in loro assenza, non solo la vita, ma, talvolta, finanche la morte potrebbe non avere senso ? Un'esagerazione ? Signori, non sono stato io a scoprire che anche i terroristi votati al suicidio non intraprendono le loro missioni se non dopo lunghi e meticolosi CORSI DI FORMAZIONE.