FISCHIA CHE TI PASSA !
Cosa si aspetta, visti i tempi che corrono (v. La Repubblica 15/2/03) ad imporre nella scuola dell’obbligo la lettura del Malato immaginario?
Nulla sarebbe più educativo delle peripezie del povero Argan, seviziato per libera scelta da una gang di medici sanguisughe, che più clisteri gli facevano e più soldi intascavano.
Roba del XVII secolo? Mica tanto ! Era un’epoca, semmai, in cui certe trovate restavano a livello artigianale. Per forza! Con la chimica ancora nella pancia dell’alchimia, lo spaccio di farmaci, rigorosamente realizzati ad personam, era appannaggio di medici che, per fottere meglio i propri assistiti, si esprimevano esclusivamente in latino (un malvezzo il cui odierno equivalente sta nella indecifrabilità di ricette che delizierebbero le ricerche dei provetti grafologi). Unica concorrenza: quella di intraprendenti contaballe che, girando di contrada in contrada, rischiando galera e tratti di corda, cercavano di fottere come meglio potevano la gente del contado.
Erano tempi che, se avevi bisogno d’un intervento chirurgico, ti toccava ricorrere al cerusico (una via di mezzo tra barbiere e macellaio). E c’era di brutto che, quantunque sottoposti ad un dolore della madonna (non si disponeva di anestetici), nove volte su dieci si finiva col rimetterci la pelle.
Chi sceglieva la professione del cavadenti doveva, per prima cosa, ricavarsi uno studio in posizione isolata, altrimenti i vicini, perennemente angustiati dalle urla dei pazienti, lo avrebbero sfrattato a furor di popolo. In compenso, i mariti delle racchie potevano risparmiarsi le spese per la chirurgia estetica (nessuna donna assennata si sarebbe sottoposta alle sperimentazioni di qualche scriteriato apripista del settore).
Oggi, grazie al progresso, molte cose sono cambiate. Se chi ti opera è una bestia (o si trova su di giri) te ne vai al creatore proprio come nel ‘600, ma almeno c’è di buono che nemmeno te ne accorgi. Gli studi dei dentisti sono sistemati nel bel mezzo di eleganti condomini ed operano in atmosfere ovattate non di rado allietate dalla filodiffusione. Qualche urlo disumano non è da escludere, ma esplode, di norma, tra le quattro mura del paziente alle prese con i preventivi.
Ciò che non è cambiata è l'insaziabilità umana, trasmessa pari pari da medici ed alchimisti alle multinazionali della salute..
Da un pezzo le meraviglie della moderna farmacopea, associate a quelle degli interventi computerizzati, rendono quanto mai redditizie professioni che spaziano dal visagista al guru della chirurgia estetica: autentiche tappe d’obbligo, specie per quanti operano nel settore dello spettacolo. Pensate che potrebbero farne a meno?
Mentre conducete la scialba vita del pensionato standovene in panchina con il naso all’aria, vi tornano in mente vecchie glorie della cinematografia. Pensate all’attore Pinco; uno che con le sue gags vi aveva allietato l’adolescenza. "Tutto passa !" pensate, e vi angustia il pensiero che debba essere finito da tempo in pasto ai vermi.
Tornati a casa, accendete la TV e notate, nella diretta d’un gioco a premi, un tale che gli somiglia moltissimo. Deve trattarsi d’un suo discendente Non vi è chiaro, tuttavia, perché voglia esibirsi con le stesse generalità anagrafiche dell’antenato.
Vostra nipote, aggiornatissima su vita, amori e corna dei conduttori tivù, vi dirà che si tratta proprio di Pinco. Pensate, com’è giusto, che sia arrivato il momento di dare una lezione a quella screanzata perchè la pianti una buona volta di prendersi gioco d’un povero vecchietto. Ponete mano al bastone, ma la ragazza si accanisce fino alle lacrime in quella sua versione. Che sia impazzita? Ci si metterà di mezzo il resto della famiglia, che dovrà sudare sette camice a convincervi che la figliola ha detto proprio la verità.
Dovrete arrendervi all’evidenza. Non è che Pippo abbia carpito a Saint Germain il segreto dell’eterna giovinezza. C’è che, puntualmente, una volta ogni tre mesi porta le chiappe in una certa clinica svizzera dove provvedono a smontarlo e rimontarlo come nemmeno ve lo sognate. Professoroni che se ne fottono della clonazione, capaci come sono di conferire sembianze da poppante perfino ai clienti d’un istituto di riposo. Provare per credere!
Costi? Assolutamente tabù. Al punto che sarebbe pazzesco attendersi avvisaglie di sospetto ringiovanimento nelle fattezze delle zio Arturo; costretto a tirare avanti con la minima.
Occorre farsene una ragione e ficcarsi in zucca che il lancio di un grande mattatore, attore, saltimbanco (specie se di regime) richiede investimenti da capogiro. Come la mettiamo se, mentre i produttori sborsano, rughe ed acciacchi fanno a gara nel danneggiare il capitale? Come regolarsi quando chi ha turbato peccaminosamente le notti del sesso forte comincia a perdere le sue battaglie col nemico tempo?
Poniamo che, dopo aver infilato una papera in coda all'altra, toccati gli anta, la ventenne d’un tempo abbia finalmente imparato a districarsi nelle vesti dell’ingenua. Occorre azzerare le zampe di gallina che cominciano a deturparle il viso. Hai voglia a studiare trucchi e cambiare acconciature; quelle riescono sempre a scombinarti la situazione. Dopo che la stessa chirurgia estetica avrà gettato la spugna, sarà d’obbligo ripiegare sul botulino. Il volto rinascerà d’incanto riconquistando la freschezza d’un tempo; anche se al miracolo si accompagnerà ad una sorta di paresi che renderà la divina meno espressiva delle maschere di Viareggio.
Gli impresari degli antichi teatri greco-romani, per primi, avevano dovuto misurarsi con i grattacapi causati dall’invecchiamento.
C’era il tipo che recitava alla perfezione nei panni di Achille; un eroe che aveva avuto la pessima idea di farsi accoppare nel fiore degli anni. Dopo migliaia di rappresentazioni chi lo impersonava risultava assai prossimo all’ospizio.
Come fare per impedire che la tragedia degenerasse in farsa? Ed inventarono le maschere; quegli aggeggi di terracotta che le star dell’epoca (pena la rescissione del contratto) non dovevano mai scostare dal viso. Poniamo, infatti, che fosse sfuggita di mano ad una Proserpina ormai prossima alla sedia a rotelle; chi si esibiva nel ruolo del rapitore sarebbe stato colto da infarto, il pubblico avrebbe fischiato a squarciagola ed il regista, impossibilitato a spararsi, avrebbe dovuto raccomandarsi ad uno schiavo perché gli ficcasse un gladio tra le costole.
Chi, pur conservando tracce dell’andata opulenza, non poteva ricorrere allo stesso marchingegno erano le stagionate nobildonne che ingannavano il tempo transitando in lettiga. Fossero vissute ai nostri giorni non avrebbero esitato a regolarsi tale e quale agli esponenti della jet society che, pur estranei al mondo dello spettacolo, proprio non sanno rinunciare ai portenti dell'ultra-lifting.
E’ umano! Abbiamo la franchezza di riconoscerlo! Quando la pappagorgia comincia a coprire il colletto o i capezzoli vengono attratti dall’ombelico è difficile non lasciarsi prendere da fregole restaurative.
Ormai ce n’è per tutte le tasche; cosa che consente alle farmacie di fare tutt’uno con profumerie, erboristerie, drogherie e salumerie. Uscendo di casa controllate la nota della spesa e guai se, tra cavoli, piselli e mozzarelle, avete scordato di annotare la crema per la notte, lo scassabrufoli, ma anche la dieta in bustina, le compresse anti-ansia e le pillole capaci di farvi digerire anche un piatto di chiodi.
Misurandosi con le potenzialità del mercato i produttori devono aver capito da un pezzo che (come fa indirettamente osservare British Medical Journal ) la vera genialità del marketing sta tutta nel costringere soggetti sani ad imbottirsi di prodotti fatti apposta per curare malanni che tali non sono. Non dev’essere nemmeno tanto difficile, se si considera che basta convincere quanti conducono una vita di merda (90 su 100) che il loro disagio trae origine da patologie divenute curabilissime.
Al di là delle riviste che campano su tale asserto, figurano, tra i maggiori manutengoli d’una siffatta strategia: la totalità delle emittenti ed un buon numero di medici di famiglia.
Non c’è trasmissione che non preveda tra i suoi spot qualche ritrovato più o meno miracoloso e la cui promozione non può che essere affidata a testimonial severamente addestrati nella difficile arte degli scioglilingua. Sentirli parlare è uno spettacolo nello spettacolo. Un minuto per illustrare il prodigio ed un nanosecondo per l’ammonizione di rito imposta dal ministero della sanità.
Prendiamo, allora, il negoziante rapinato due volte nella stessa settimana. Per gli incolti non è altro che uno iellato, mentre rivela, per chi se ne intende, tipica sintomatologia da mania di persecuzione. Un pericoloso malessere che va stroncato sul nascere.
La commessa dell’angolo mostra qualche affanno nel frequentare il mercato tra un turno e l’altro di lavoro? Non può che trattarsi di preoccupanti stati d’ansia. La cosa potrebbe degenerare. Meglio correre subito ai ripari.
Il nonno novantenne dimentica sempre il mazzo delle chiavi. Che si sia rincoglionito ? Niente affatto. Necessita solo del farmaco che non lo renderà simile ad Einstein….però….
Ed il capofamiglia che non riesce a combinarne una dritta? Un’irrecuperabile testa di c.? Provate ad esprimere siffatta valutazione al medico di base. L’indignazione lo farebbe saltare sulla sedia peggio che se vi fosse spuntato un ago da materassaio. Brutti incompetenti che non siete altro! Proprio non volete cacciarvi in testa che il soggetto soffre si sindromi depressive! Il rimedio non manca, anche se escluso dal prontuario del servizio sanitario. Per il momento proviamo con una confezione da 48 supposte; poi si vedrà.
Avevate mai pensato a quella miniera rappresentata da quante (pur sottoposte a restauri degni d’una megainfrastruttura) racchie erano e tali sono rimaste? Ci vuol poco ad afferrare che le loro sembianze nulla hanno a che vedere col voltastomaco di chi le pratica. E’ tutta questione di carente autostima. Patologia essa pure superabile con la somministrazione di appropriate compresse da prendersi indifferentemente (tanto il risultato è lo stesso) prima o dopo i pasti.
Fin troppo evidente che tutti questi trattamenti potrebbero avere qualche controindicazione e tanto motiverà chi conta di somministrarveli a sottoporvi, in via preventiva, ad un'accurata serie di costose analisi.
Vogliamo azzardare qualche pronostico per il futuro?
Poichè l'appetito vien mangiando, nulla esclude che, da qui a qualche anno, possa esserci chi vorrà preoccuparsi di assicurare a tutti l'accesso al beneficio di simili terapie, addossandone i costi al servizio sanitario. Ci vorrebbe così poco! Basterebbe ritoccare i tikets a tutta una serie di gente che fa di tutto per andarsi a beccare sciatiche, influenze e broncopolmoniti.
Si potrebbe anche scoprire che predisposizioni alla truffa ed all'estorsione sono tutta colpa d'una sindrome debellabile con appropriati trattamenti terapeutici. Nulla esclude che la delinquenza continuerebbe a dilagare indisturbata, ma la scienza medica, questo è certo, raggiungerebbe nuovi e più importanti traguardi.
Siamo ancora una volta al trionfo del binomio avidità-idiozia. Due realtà che, bisogna riconoscerlo, si sono evolute mantenendosi al passo con i tempi.
Tutti, ormai, hanno conquistato il diritto di farsi fregare. Cosa che ha consentito, sull'altro fronte, l'esplodere di nuove professionalità i cui operatori, in un passato nemmeno tanto lontano, sarebbero finiti di corsa dietro le sbarre.
Intanto, a chi crede di trovare rimedi psicofarmaceutici in situazioni che sono intimamente connaturate alle vicende meno allegre dell'esistenza, vorrei proprio consigliare la terapia del fischia che ti passa.
Dico fischia e non canta, conscio del fatto che improvvise esibizioni canore potrebbero interrompersi sotto non improbabili lanci di ciabatte.
Se poi siete vittime di incazzature particolarmente bestiali, se lo stipendio non basta più, se in ufficio vi fanno proprio disperare, il mio consiglio, debole sotto il profilo terapeutico, servirebbe pur sempre a farvi risparmiare un mucchio di soldi; senza contare che vi risparmierebbe la meno augurabile delle liste d’attesa; quella degli aspiranti alla qualifica di fessi patentati.