IL TELEFONO CELLULARE

 

Ore 13,30 - Sul bus affollato all’inverosimile il caldo opprimente rende sempre più idrofobi quanti. privi d’un posto a sedere, dondolano dai mancorrenti ad ogni sobbalzo della vettura. Una vecchietta tutto pepe si ostina a fissare indispettita un ragazzo piccolo e grasso che, pur di non cederle il posto, tiene incollato lo sguardo sul testo di matematica che si è affrettato ad estrarre dallo zaino non appena l’ha vista arrancare tra gli altri passeggeri.

Il silenzio che, tranne l’insorgere di impercettibili gemiti, regna sovrano da qualche minuto viene interrotto dall’improvviso rincorrersi di singolari rumori, simili, alcuni, al verso del grillo, altri di più ardua classificazione poiché evocano suoni che vanno dal clacson alle arie mozartiane.

Due distinte signore che siedono affiancate rispondono simultaneamente alla chiamata del cellulare. Mancano ancora molte fermate alla mia destinazione e cerco d’ingannare il tempo con un gioco di sapore surreale; ignorare la presenza dei telefonini ed immaginare che le due stiano intessendo tra loro un dialogo da pazze.

"Non posso…Assolutamente! ……Domani ?……Beh….si!….Facciamo per domani sera."

"Non mi dire……Allora intesi ......stasera ci si vede a cena !"

"A mangiare da "Chang"? ….Ma no ! Facciamo che andare direttamente al cinema; …..quale film consiglieresti ?

" Polenta , merluzzo e……quel salame che ti piace tanto!".

"Che ? Come ti salta in mente di propormi uno schifo del genere ? …No!...…No , guarda! …Non sono un’inibita!..E’ che a me, ……. certe porcherie proprio non vanno giù ! " La signora, indispettita, scaraventa l’apparecchio in borsetta, mentre la seconda prosegue:

"Ho capito….ti piace piccante….Vedrò di aggiungerci un bel po’ di peperoncino."

Viene riposto anche l’altro telefono.

Ora le due donne hanno lo sguardo fisso nel vuoto. L’una con un’aria musona, l’altra conservando un sorriso da ebete che proprio non le riesce di controllare.

La rapidità di diffusione registrata da questi aggeggi supera quella d'un contagio influenzale. Al punto che chi fosse restato isolato per sette-otto mesi dall'umano consorzio (uno stato comatoso più di una permanenza speleologica può capitare a chiunque) non si raccapezzerebbe, tornando a circolare, nel vedere il gran numero di individui che borbottano da soli e gesticolando a tutto spiano procedono a scatti con la mano incollata alla testa. Pure edotto sull'intrusione di questa nuova "meraviglia" della tecnica, stenterebbe a scacciare l'impressione che stia dilagando il virus della follia, o che sia in corso un compatto sciopero dei dentisti.

Occorre abituarsi a modificare le nostre reazioni impulsive. Ma provate a mettervi nei panni d'un cardiopatico con la coscienza non proprio cristallina. Immaginate di procedere per una strada poco frequentata e di sentirvi fulminare da chi, ad un palmo dalle vostre spalle prorompa in un: "figlio di grandissima p.!". "Ci siamo !" pensate. Il cuore vi balza in gola peggio che se aveste ingoiato un cono gelato. Per volgere il capo dovete fare appello a tutto il vostro coraggio. Quando poi appurate che non era il caso di prendere un accidenti vorreste tanto che qualcuno vi ponesse una sedia sotto il culo per darvi modo di tornare a respirare.

E come la mettiamo con lo stress che questi diabolici congegni causano agli innamorati ? Da che mondo è mondo i flirt sembrano fatti apposta per condire la vita con un pò di pepe. Anche perchè niente conferisce sapore all'esistenza come una litigatina ogni tanto tra lui e lei (le mie scuse per i gay). Fatti i rituali scambi di malevoli apprezzamenti ciascuno dei due aspetta che l'altro si decida a rifarsi vivo. Una volta, quando capitava che tali attese diventassero particolarmente snervanti, si poteva contare sulla tonificante possibilità di pause salutari; d'obbligo per soggetti ipertesi o anche solo particolarmente gelosi. Se si era stanchi di starsene presso il telefono si abbandonava la rivista che le mani avevano a lungo tormentato e si usciva a prendere una boccata d'ossigeno. Talvolta si proseguiva per la pizzeria e da lì al cinema. Al rientro, ci si consolava, sarebbe stato possibile verificare su segreteria telefonica l'eventuale resa della cara metà.

Oggi, nel rapporto di coppia, il più nevrotico è destinato a soccombere (in senso clinico prima ancora che passionale). Il poveretto non ha scampo; ovunque vada a girovagare si porterà sempre addosso la fonte della sua angoscia. Pur ammettendo che riesca a tenere spento l’aggeggio non saprà trattenersi dall'azionarne di continuo la segreteria. E, giunto a tal punto di abbrutimento, resta solo da sperare che il disgraziato non si sogni di attaccarsi al volante.

Quando si è tanto autolesionisti da martirizzarsi a quel modo non c'è che da sperare nell'unico miracolo possibile: l'improvviso esaurimento delle batterie. Un miracolo, tutto sommato, per nulla infrequente, ma che, di solito, si realizza quando assume tutti i connotati della disgrazia.

E' Ferragosto. Costituite una delle rare presenze nel condominio, prendete l'ascensore e quello improvvisamente si blocca. Suscettibili come siete alla claustrofobia inneggiate mentalmente alla moderna tecnologia che ha studiato come trarvi d'impaccio. Chiamate la portineria e solo dopo aver sentito squillare a lungo il telefono ricordate che è chiusa per ferie. Vostra suocera ! Ecco chi ha ora l'accesso alla manovra d'emergenza. Vi affrettate a chiamarla mentre vi si leggerebbe in volto la sadica soddisfazione di poter unire, una volta tanto, l'utile al dilettevole. La linea risulta occupata. Riprovate dopo qualche minuto con identico risultato. Diavolo! Per quanto ancora vorrà esercitarsi nella sua arte di esperta pettegola ? E respingete l'ipotesi che possa aver riposto malamente il ricevitore. Finalmente, al terzo tentativo, trovate linea libera, ma ecco che sul display del cellulare compare la scritta "low battery". Siete fottuti, e scommetto che, tra qualche mese, nuovi gioielli tecnologici non mancheranno di significarvelo anche vocalmente ed in inglese.

Situazioni terribili che, tuttavia, al contrario di altre, presentano il vantaggio della breve durata; preferibili, in definitiva, a circostanze che conservano tutti i connotati dell’eterna agonia.

Fino a qualche anno fa, quando il geom. Rossi avvertiva chiari i sintomi d’una imminente esplosione testicolare non faceva altro che raccattare a caso un certo numero di scartoffie e se le scarrozzava per qualche ora a depositare la loro polvere lungo gli interminabili corridoi del ministero, ben conscio della loro potenziale destinazione presso qualche remota toilette dove, in carenza di carta igienica, avrebbero potuto finalmente dare un senso ai carichi burocratici che lo tormentavano. Gioie remote d’un tempo lontano. Oggi come oggi Rossi non si allontanerebbe più dal proprio ufficio nemmeno se gli si pagassero apposite trasferte. Evita perfino di recarsi in bagno quando ne avverte il bisogno, tanto sa benissimo che alla semplice tentazione di muovere il culo il cellulare di servizio comincerebbe a trillare per trasmettergli le urgenze dell’ing. Brambilla.

A fronte di tanti inconvenienti resterebbe da chiedersi come mai nemmeno l’ultimo degli indigenti riuscirebbe a privarsi del cellulare; senza contare che nella hit parade della microcriminalità i furti di telefonini occupano posizioni di tutto rispetto . Ed il ruolo della pubblicità dove lo mettiamo ?

Già la televisione non fa altro che interrompere sequenze clou nei programmi di maggior richiamo per spiattellarci immagini del flessuoso ondeggiare duna vamp intenta a maneggiare il cellulare come se stesse gingillandosi con ben altri attrezzi. Quasi avesse il potere di uscire dal teleschermo la brunetta tutta sex-appeal riuscirà ad intrufolarsi nelle nostre più sfrenate fantasie oniriche fino a monopolizzarne la gestione. Al mattino non mancherà di strizzarci l’occhio dall’immenso tabloid che ricopre un intero lato dello stabile antistante. Ci sorriderà dalle pagine del quotidiano che andiamo a sfogliare al bar con ammiccamenti più dolci del croissant che abbiamo tra i denti e, prima ancora di rendercene conto, ci troveremo a cimentarci nella scelta di uno fra i tanti cellulari esposti in bella mostra dal rivenditore prossimo al bar.

Quando è rivolta al gentil sesso la reclame diventa più subdola ricorrendo, di norma, all’immagine del facoltoso manager, elengantissimo, abbronzato al punto giusto e con il volto intonato ad espressioni pensierose. Che stia meditando un aumento di capitale sociale o che abbia qualche cambiale in scadenza poco importa, quando accosta all’orecchio il cellulare che gli trilla discretamente nel taschino lo sguardo gli si illumina di botto. Immancabilmente compare in dissolvenza l’autrice della chiamata e pare che l’uomo non aspettasse altro per sfoderare un sorriso degno della più rinomata marca di dentifrici.

Facile criticare . Se provassimo, d'altra parte, a metterci nei panni del pubblicitario capiremmo subito che nessuna casa produttrice esaminerebbe con particolare entusiasmo provini in cui il suono del cellulare facesse da colonna sonora al primo piano di un soggetto concentrato su di un water. Ed è facile intuire che ci si caccerebbe a colpi di scopa qualora una successiva sequenza in campo lungo dovesse evidenziare gli sforzi sovrumani messi in atto dello sfortunato defecatore per acchiappare la fonte di quei suoni; un paio di pantaloni penzolanti da un gancio decisamente fuori portata.

E poi, pubblicità a parte, siamo costretti ad ammettere che, per incontrare così vasto favore di pubblico, il diffamato oggetto delle nostre attenzioni qualche grosso pregio dovrà pur possederlo.

Impossibile negare il consistente benessere che l'apparecchio sta assicurando a diversi strati sociali (anche se estranei al comparto delle concessionarie di settore).

Si è verificato, con l'avvento della telefonia mobile, un fenomeno molto simile a quello registrato nel mitico Far-west con la diffusione della Colt. Individui fragili o ritardati, considerati fino ad allora buoni solo a farsi sfottere dai compaesani, bastava avessero una certa rapidità di mano ed i pochi dollari richiesti dalla nuova arma per tramutarsi in temutissimi pistoleri, osannati, riveriti ed alle cui prepotenze si finiva per reagire con sorrisi di sottomissione.

Vogliamo riflettere sulle equivalenze?

Fino a qualche anno addietro il millantatore era condannato ad un'esistenza da appestato. Una volta classificato, potete star certi che, se fosse entrato nel bar sotto casa avvertendo che iniziava a piovere, nessuno avrebbe commesso la leggerezza di volgere lo sguardo alla strada. Oggi un millantatore esperto nell'uso del telefonino rappresenta un personaggio degno della massima considerazione.

Personalmente ho conosciuto un tizio che, pur negato alla conoscenza dell'economia, non mancava di acquistare ogni sabato "Financial Times" e "Sole 24 ore". Capire che cristo ci facesse con quelle testate uno che a mala pena avrebbe sillabato i titoli della "Gazzetta dello Sport" era diventato il maggiore dei miei rompicapo, per mia fortuna mi riuscì di scoprirlo quando ormai la curiosità rischiava di degenerare nell'ossessione.

C'è, in via XX Settembre, un lussuoso bar che, quantunque poco consigliabile ad un pubblico di educande, risulta molto ben frequentato da una brillante clientela femminile. L'ampia vetrata che dà sulla strada mi consente di abbriacciarne l'interno a colpo d'occhio e di notare il personaggio in questione discretamente appollaiato ad un tavolo collocato, manco a dirlo, in posizione strategica. La struttura semicircolare del banco mi permette di accedervi senza che l'altro noti la mia presenza.

Eccolo lì tutto intento a sfogliare le pagine dei titoli azionari ai quali lancia sguardi tra il distratto ed il nauseato. Indossa un gessato d'impeccabile fattura . Adagiato sul secondo quotidiano e poco discosto da un mezzo bicchiere di cognac riposa un cellulare della più recente (e costosa) generazione.

Ora che le immediate vicinanze del tizio sono state occupate da una superba brunona eccolo porre mano al telefono. "Pronto?............De Vitis!......Ingegner DeVitis!.......E' occupato al telefono?.....Bene!...Mi usi la cortesia di avvertire sua eccellenza che non ho tempo da perdere e che se non provvederà a chiamarmi entro i prossimi cinque minuti poi mi sarà impossibile aiutarlo ........Ma certo che ha il numero del mio cellulare....non fa altro che cercarmi con le sue richieste di favori".

Non trascorrono due minuti e l'apparecchio attacca a suonare (indubbiamente è il segnale orario a richiesta).

"Ciao!.....Sì......sì......Non cominciamo con la solita tecnica dilatoria.......Esatto! Riferisci pure al ministro che questa è la mia ultima offerta.............Preferisci che glielo dica io?......D'accordo !......D'accordo !....Giovedì al circolo del golf........Cerea.....E non scordarti di salutarmi Ermelinda".

Ecco un esempio dei nuovi impieghi cui si presta il ninnolo per eccellenza del XXI secolto.

Altro e meno innocuo l'uso riservato ad un'altra categoria della variopinta fauna umana.

Anonimi sono, di norma, quanti si sforzano di nascondere la propria identità. Anticamente erano individui provvisti di idee che li avrebbero fatti finire diritto in galera, ma che, oggi, rappresentano qualcosa di molto simile ad una razza in via di estinzione. Nè potrebbe essere altrimenti in una società imperniata sulla massima ostentazione del proprio vuoto mentale. Unica "famiglia" della specie a non avere problemi di sopravvivenza: quella composta, essenzialmente, da soggetti fortemente refrattari ad incombenze di natura tributaria. Minacciati essi pure di scomparsa dall’avvento del codice fiscale, hanno trovato nel cellulare il più formidabile antidoto alle morbose curiosità delle fiamme gialle. Centri di estetica (anche polifunzionali), artigiani e doppiolavoristi , consulenti d’ogni tipo possono finalmente sottrarsi alla seccante consuetudine di seminare ovunque un recapito telefonico dal quale era possibile risalire ai rispettivi covi . Ormai dai siti internet alle paline dei bus, dalle cassette postali alle vetrine dei bar, è tutto un pullulare di messaggi multicolori del tipo: "Peppino . Esperto decoratore – Prezzi modici – Tel. 033……", oppure "Serena – La vostra dietista – Sette chili in sette giorni – Soddisfatti o rimborsati – Tel. 034……." o, ancora, "Massaggi Massimo Relax – Tel. Patrizia 033…..".

Perfino sfogliando un’ innocente pubblicazione di annunci economici, arrivati alla voce "AAA. Usato Offerte" risulterà del tutto improbabile imbattersi in numeri di telefonia fissa. Nè credo che tale fenomeno sia da imputare esclusivamente a coloro che intendono liquidare beni di famiglia all’insaputa del coniuge. Sono curioso di vedere come si regoleranno all’avvento del videotelefono tascabile quantunque, sapendo come vanno le cose della vita, tutto lascia presupporre che siffatto marchingegno non mancherà di stimolare la creatività di altri soggetti, condannati, ancora per poco, ad operare e colpire con qualche rischio. Temo, quindi, che, in un futuro ormai alle porte, risulterà tutt’altro che sporadico il caso di chi, sapendo il capo-ufficio occupato in un’importante riunione, si affretterebbe, una volta composto il numero, a calarsi i calzoni per trasmettere immondi dettagli anatomici accompagnati da appropriati e disgustosi effetti sonori.