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IN INTERNET - Nuove trappole e fregature
Dopo una lunga e inconcludente navigazione in rete ho dovuto vedermela con un nuovo tipo di intruso; una via di mezzo fra uno spyware ed un dialer sparato a tradimento.
Addentrarsi oggi nel mare magnum della rete cercando di uscirne indenni è cosa più ardua delle imprese compiute da antichi navigatori, che solcavano gli oceani in preda a stati d’animo simili a quelli di mosche costrette a svolazzare in ambienti zeppe di ragnatele. C’erano ad attenderli, lungo ogni rotta, corsari, pirati, ex-galeotti, avventurieri e schiavisti di professione; tutta gente che, decisissima a riempirsi di grana a spese di quegli sventurati, calava in mare caracche e vascelli camuffati in maniera da sembrare quanto di più innocuo si potesse incrociare in navigazione. Poi, una volta portatisi in rotta di collisione, tiravano fuori lo stendardo a teschio e tibie e per i malcapitati erano c.
Oggi le tipologie di veicoli preposti agli arrembaggi lungo le rotte digitali sono assai più numerose e variegate di quelle in dotazione di bucanieri, filibustieri e "fratelli della costa" .
Se lo spamming si rivela ideale per pirati alle prime armi, il trojan è già tale da richiedere alte doti di perizia in chi lo pilota, ovviamente abbondano i virus, proliferano i dialer, si affermano gli spyware e non mancano nemmeno insediamenti fissi (i famigerati "siti civetta") insuperabili nell’emulare le gesta di quei predoni bretoni che, poco propensi a rischiare le chiappe per mare, erano maestri nell’arte di far naufragare i mercantili lungo le coste delle omonime scogliere.
Difficile accendere il Pc senza sorprendervi qualche "trovatello" che, pur senza provocare gravi danni, vi angustierà ostinandovi a spararvi di continuo indesiderate finestre mentre lavorate a questo o a quel programma.
Individuarlo, nel mio caso, non è stato difficile; quanto a distruggerlo nemmeno a pensarci. Saldamente arroccato nelle strutture di windows/system, riusciva a respingere qualsiasi strategia d’attacco.
Capirete che, al punto in cui ero, non potevo esimermi dal rivolgermi all’unica persona in grado di sfrattare lo sgradito ospite. Non uno di quei tecnici "patentati"; diciamo pure che è una via di mezzo tra un Silver Jhon dell'informatica ed e la versione cinematografica dell'acchiappafantasmi. Non sempre riesce a rimuovere gli inconvenienti; ma almeno ci prova.
L’altra sera mi ha raggiunto munito di un CD che pare sia in grado di individuare e distruggere tutto quanto di indesiderato possano cacciarvi fraudolentemente nel PC.
Effettuata l’installazione, il programma rifiuta di partire. Il motivo?
Il tecnico per un po’ si gratta la testa, poi commenta: " Per forza! Quello…,il virus (chiamiamolo pure così – n.d.r.) non è fesso. Ha capito che il programma minaccia di fargli la festa e fa di tutto per bloccarlo". Se ne deduce che, per far funzionare il CD, è indispensabile rimuovere l’intruso. Problema di non facile soluzione, visto che somiglia tanto all’enigma dell’uovo e della gallina.
Dopo un'ora di sforzi inauditi, accompagnati da numerosi riavvii in modalità DOS, lo spyware, che dev'esserso rotti i c., decide di sparire. Tiriamo un sospiro di sollievo, riavviamo il computer e ci affrettiamo a fare altrettanto col compact, il cui programma, quantunque indiscutibilmente portentoso, rivela un unico neo; si rifiuta di partire.
La spiegazione del mistero arriva di lì a poco attraverso la fragorosa manata che il tecnico si asseta sul cranio. "Per forza! Il disco è programmato per 2000 ed XP!". Lo dice in modo da farmi vergognare per esser rimasto fedele al vecchio ’98.
Che fare?
"No problem!" l’altro s’affretta a tranquillizzarmi "Dev’esserci in rete, da qualche parte, la versione gratuita per windows 95/98" ed assicura d’averla scaricata lui stesso che non è molto. Non ci resta che connetterci ed assicurarci l’agognato rimedio.
A questo punto, come per tutti i feuilletons degni di rispetto, mi vedo costretto a fare il classico passo indietro per rivelare che, giorni prima, atterrito da ricorrenti voci sulla diffusione di dialer particolarmente voraci, m’ero deciso a scaricare un antidoto che prometteva miracoli. Non l’avevo ancora usato, limitandomi a tenerlo in bella mostra sulla viadeata del desktop.
Come accenno a connettermi al solito provider la finestra di dialogo viene minacciosamente coperta da una mano che, non fosse d’un rosso acceso, risulterebbe tale e quale al simbolo delle proto-mafie italo-americane. Subito sotto lampeggia la scritta "Stop Dialer!". E di partire proprio non se ne parla.
E’ una situazione che sembra fatta apposta per ricordare la barzelletta sul tizio che viene preso a morsi dal proprio cane da guardia. Dovrò rimuovere il programma. Ma "a qui esta el busillis!". Quello non ha proprio alcuna intenzione di lasciarsi sloggiare. E’ indistruttibile, incancellabile, intrasferibile, non modificabile. Alla fine optiamo per ripetere lo stesso trattamento riservato allo spjware (quando si dice "impara l’arte……" – n.d.r.).
Esausti, con la lingua fuori dai denti, entriamo in un motore di ricerca e digitiamo la sigla identificativa del marchingegno anti-syware che aneliamo scaricare. Naturalmente spunta un’intera selva di siti che, rivendicandone l’adozione, fanno a gara nel traghettarci dall’uno all’altro fino a quando non penetriamo in quello che, a lume di naso, dovrebbe fare al caso nostro. C’è un unico inconveniente. La home page del dominio somiglia maledettamente ad un papiro la cui lunghezza ricorda il "Libro dei morti" dell’antico Egitto.
Arrivare alla fine del "rotolo" non è impresa da poco. Tuttavia ce la sobbarchiamo con la previsione che tanta perseveranza dovrà pure ottenere un premio finale. Ecco, infatti, che, a mezz’ora dall’accesso, la pagina termina nel fatidic "download" . Clicchiamo ed al gesto segue un’ulteriore e non trascurabile attesa.
Quando nessuno ci toglierebbe la certezza d’aver raggiunto la meta, ecco comparire una singolare schermata. Ci avverte che la trasmissione non è andata a buon fine, ma che non è il caso di disperare. Occorrerà pigiare su di altro apposito indirizzo, che ci viene "gentilmente" segnalato in un banner che richiede buona dimestichezza con le cacce al tesoro .
Sia io che il "tecnico" non ce la sentiamo di continuare a fare la figura dei fessi. Tanto più che si son fatte le 10. La fame si fa sentire e c’è pure da aggiungere che, non vivendo, né io né lui, sui polli dell’Internet, al mattino presto ci tocca alzarci per andare al lavoro. Stacchiamo tutto e….poi si vedrà.