IMPERDONABILI OMISSIONI NELLA "DIVINA COMMEDIA"
Sì..lo so! Un’opera immortale,….D’accordo! Un capolavoro,……Il top della produzione letteraria d’ogni tempo e paese. Tuttavia…..
Se me lo chiedeste, vi confesserei, in tutta franchezza, che proprio non saprei a cosa imputare la "buca". Un’imperdonabile lacuna nella trattazione de "L’Inferno".
Sarà che il Poeta rischiava di perdere la coincidenza per il Purgatorio. Sarà che s’era schifato di starsene per tanto tempo a diretto contatto con la feccia dei trapassati. Comunque è un fatto che il grandioso reportage sulle strutture penitenziarie dell’aldilà sorvola disinvoltamente su quello che non poteva non essere il girone più famigerato e (quest’è certo) sovraffollato delle dannate bolge.
Mi riferisco, per chi non l’avesse ancora intuito, al luogo della destinazione finale cui sono prenotati tutti i fessi che affollano, da vivi, l’intero orbe terraqueo.
Se appena vi si fosse soffermato, il sommo vate, avrebbe potuto ricavarci un’opera in grado di anticipare di secoli la diffusione a dispense delle monumentali monografie che attualmente intasano le edicole del Belpaese. Cosa da far schiattare d’invidia quanti oggi vivacchiano sfornando roba del tipo "L’orologio in 240 fascicoli".
Che c’entrano i fessi? Poco o niente se consideriamo una bazzecola il fatto che rappresentano, da sempre, la maggior forma d’istigazione a delinquere. Ahi voglia Satana a pavoneggiarsi nei pomposi panni dell’eterno tentatore. Sprovvisto di siffatti preziosi alleati, i suoi tentativi non riuscirebbero a produrre effetti superiori a quelli di una qualsiasi "mosca cocchiera".
Prendiamo, ad esempio, falsari, ladri e truffatori. E’ chiaro che perfino i più ferrati nella categoria dovrebbero correre a riciclarsi in qualche altra professione qualora dilagasse una pestilenza in grado di abbattere selettivamente il maggior numero di fessi che circolano liberamente sul pianeta.
Anche per i bugiardi sarebbero c. Quanto agli ingordi va da sé che stenterebbero a trovare di che sfamarsi qualora dovessero fronteggiare gente poco propensa a lasciarsi fottere con grande facilità.
Vogliamo parlare dei fornicatori? Una categoria nella quale dubito che Dante intendesse includere la clientela di quanti già scontano su questa terra (v. listini aggiornati in euro) la debolezza di certe prezzolate frequentazioni. A chi altri poteva riferirsi se non a coloro che trovano il modo di provvedere gratis alle proprie necessità ricorrendo alla "comprensione" delle "donne d’altri"? D’accordo che è questione di corna (v. Paolo e Francesca), ma è indiscusso che, anche nella fattispecie, è vasta la fauna di quelli che certe corse se le vanno proprio a cercare.
La pena per i fessi?
Io già me li immagino perennemente attorniati da uno stuolo di diavoli espertissimi a barare in poker, tresette e scopone scientifico. Prevedo, anche, che, ogni tanto, li si lascerebbe vincere, ma solo per togliersi lo sfizio di poterli poi allegramente derubare.