VE LO DO IO IL PARANORMALE

 

L’argomento, devo ammetterlo, mi dispone al buonumore. Non che la materia in sé sia tra le più esilaranti, ma si da il caso che richiami alla memoria una gustosa scenetta verificatasi al tempo di "Mi manda Lubrano".

Quella sera la trasmissione tirava ad allertare gli allocchi sulle truffe operate dagli operatori dell'occulto. Giunta al classico "Radameees….!" (la stentorea invocazione che annunciava l’arrivo degli "imputati") spunta dal fondo sala un singolare e fiero individuo che incede con maestosa lentezza tra le due ali dei probabili turlupinati. Chi se ne intende dice che si tratta di un "mammasantissima" del paranormale. Sarà, ma la circostanza che s’è paludato da faraone aggiunta al fatto che le sue sembianze ricalcano fedelmente quelle del comico Boldi sono tali da rendere incontenibile l’ilarità del pubblico. Chi si sforza di non sghignazzare in maniera plateale emette suoni simili a scoregge faticosamente strozzate. L’altro procede imperturbabile fino a quando una voce baritonale urla dal fondo "Ritorna a carnevale !". Il celebre mago tradisce un sussulto, fulmina con lo sguardo l’uditorio e va a sedersi al fianco del conduttore che, chiaramente, non attende altro per poterselo cucinare a dovere.

La voglia di ridere comincia invece a scemare quando si apprende da autorevoli statistiche che gli italiani, un tempo santi, navigatori e poeti, pare tirino a diventare tutti succubi del paranormale. Qui si parla di qualcosa come 9 milioni; mica uno scherzo. Ora, se a questa cifra togliamo i poppanti, i preadolescenti, i pensionati con la minima e quanti altri devono alla sola avarizia l’esclusione dalla casistica, fatti quattro conti, ci risulta che, per contenere il fenomeno, forse non basterebbero due psichiatri per ciascun condominio.

Anche se non mancano, specie nei paesotti dell’entroterra, operatori rurali che strappano la giornata barattando oracoli contro uova e caciotte, sta di fatto che non appena apri un giornale o ti attacchi a qualche emittente locale ti ritrovi a sorbirti la pubblicità del tizio diplomato in stranologie, con studio di qua e studio di la, che tutto vede e prevede; specializzato in problemi di cuore (esclusi quelli di natura cardiopatica, che rientrano nella riserva di caccia dei pranoterapeuti) nonchè in affari e finanza (cosa che nemmeno "Novella 2000" interlacciato al "Sole 24 ore").

Non manca tra costoro chi si rivela provvisto di singolare talento nel trattare entrambe le cose. Passando alla cronaca, infatti, spesso si apprende di donne manipolate, per esigenze esoteriche, in zone anatomiche assai distanti dalla testa, per non parlare di commercianti che hanno cessato d'essere facoltosi da quando si sono affidati agli oracoli.

Non molto distante da casa mia vivono (ma sarebbe più appropriato dire che prosperano) due specialisti del settore. La donna, giovane ed avvenente al punto da lasciar fraintendere sull'esatta collocazione della sua professione, si è liberata dalle pruriginose malignità dei vicini grazie ad un giudizio per truffa (manco a dirlo consumata e non subita). L'uomo, elegantissimo, va e viene con una altrettanto distinta 24 ore. Non so cosa pagherei per scoprire cosa cavolo possa contenere (filtri d'amore ? Valori che è meglio affrettarsi a depositare da qualche altra parte ?).

Transitando sotto l'androne della prima vengo aggredito da urla assordanti che fanno fuoruscire un buon numero di coinquilini. Cominciano a fermarsi i primi passanti. A distanza di qualche minuto arriva sgommando una pantera della PS. Cacchio sarà successo ? Ed immagino che stavolta madame abbia strafatto. Apprendo, invece, che i soliti ignoti le hanno mezzo svuotato lo "studio" approfittando della pausa che s'era presa per fare una puntatina al vicino mercato.

L'uomo, finora, che io sappia, non è incorso in dispiaceri del genere. Ipersensibilità da sensitivo ? Non direi, dal momento che non è infrequente vederselo tornare inzuppato fradicio perchè privo di ombrello in giornate che avrebbero visto con il parapioggia al braccio anche il meno "dotato" degli individui.

Sono episodi che riecheggiano dal vivo la barzelletta dei due alla porta della chiromante. "Toc, Toc !" "Chi è ?". Commento dei visitatori "Cominciamo bene !".

Di sicuro nella scatola cranica di chi è propenso a certi consulti qualche ingranaggio necessita di adeguata lubrificazione. Comunque, una volta varcata la fatale soglia, l'aspirante cliente non mancherà di restare affascinato da un armamentario esoterico fatto apposta per accrescerne la disponibilità alla subordinazione. Una volta andavano forte le bestiole impagliate. Ora che l'animalismo è diffuso al punto da coinvolgere emotivamente anche i più sprovveduti, un siffatto look potrebbe rivelarsi controproducente. Va ancora bene una parsimoniosa presenza di teschi in plastica, non guasta nemmeno qualche riproduzione di opere surrealiste, mentre la realtà decisamente multietnica in cui viviamo impone, di rigore, statuette di divinità asiatiche e maschere afro-cubane. Consigliabile, infine, stante la sua utilità in presenza di clientela tradizionalista, la discreta collocazione di qualche Padre Pio (eventualmente affiancato all'effigie di Papa Roncalli ).

Notevoli i cambiamenti intervenuti nel vestiario. Al giorno d'oggi, manco a pagarli oro trovereste sensitivi disposti ad imbacuccarsi come l'ospite di Lubrano. Turbanti e tuniche arabescate sono finite in soffitta. Per forza ! A presentarsi così conciati si correva il rischio di passare per immigrati dal terzo mondo. Il veggente alla moda veste firmato e, mentre ascolta o consiglia, mostra di destreggiarsi tra telefoni fissi e cellulari come e meglio d'un consumato addetto ai call-center.

Quanto a preconizzare il futuro non è poi che ci voglia una testa quanto un barile. Ci sono casi in cui il proprio destino la gente lo ha stampato in volto. Basterebbe guardarsi allo specchio con un tantino d'attenzione e la grana per il veggente resterebbe bella che risparmiata.

Poniamo il caso che venga ad interpellarmi sul fato un pinco il cui alito la dice lunga sull'attaccamento per la bottiglia. Il tipo è stralunato al punto da non riuscire a decidersi su quale delle due sedie incollare il deretano. Una sbirciatina alla sua auto mi è più che sufficiente per classificarla nella sfera dei rottami. Cosa ci vuole a pronosticargli l'imminenza d'un incidente ?. E' importante, semmai, sorvolare sui dettagli e lasciare al cliente un minimo di libero arbitrio tra il semplice tamponamento e lo spettacolare sfracellamento contro il palo dell'elettricità. Quando, trascorsi pochi mesi dal consulto (e sempre che il vaticinio non abbia degenerato nel tragico), lo sventurato sarà stato dimesso dall'ospedale non si stancherà di propagandare la prodigiosità della predizione. Nè si riterrà soddisfatto fino a quando non avrà trasformato buona parte dei suoi conoscenti in assidui clienti dell'occulto.

Per le operatrici dell'altro sesso le cose possono rivelarsi ancora più facili. Non è raro che a frequentarle siano uomini afflitti da sospetti di corna. Basta lasciarli parlare per un po a ruota libera perchè la conferma del fattaccio quasi si materializzi sulle loro fronti.

Tutti sono liberi di andare a messa, ma qualcuno, probabilmente fissato con le cose esotiche, esagera, la vuole di colore; nera o niente. E è qui che casca a fagiolo Gordon Flash. Cosa c'entra Gordon Flash ?

Dovete sapere che, al tempo precedente la mia alfabetizzazione, avevo il vizio di curiosare tra i numerosi fumetti che avevano allietato l'infanzia d'un mio zio. Passavo interi pomeriggi a sfogliare, fin quasi a sbriciolarli, fascicoli stracarichi di avventure per le quali soffrivo il rammarico di non poter acquisire gran che. Tutta colpa di quelle dannate nuvolette piene di segni strani e che qualcuno s'era divertito a piazzare presso la bocca dei protagonisti. Quando un bambino vorrebbe capire e non c'è santo che lo aiuti corre il rischio di crescere portandosi dentro un sacco d'interrogativi. Uno, sopra tutti, era tale da angustiarmi fino a togliermi il sonno: che c. ci faceva Gordon Flash con quella spada al fianco visto che all'altro lato della cintura gli pendeva la pistola con il raggio della morte ? L’età mi impediva di vedere nel bellicoso protagonista il simbolo della reale condizione umana; protesa per una metà verso avveniristici traguardi tecnologici ed ancorata, per l’altra, a valori e credenze propri delle società spiccatamente trogloditiche.

Dipendesse da me consiglierei ai satanisti di circolare con una sveglia al collo; una terapia, tutto sommato, abbastanza economica. Non pretenderei nemmeno di verderli andare a spasso conciati come i cannibali delle vignette; sarebbe sufficiente una piccola sveglietta elettronica posta sotto la canottiera e provvista di pratici auricolari .

Anche se la vita può sembrare priva di significato in mancanza di saltuari incontri con il maligno non vedo che bisogno ci sia di andarlo ad evocare nottetempo in casolari maledetti o tra ruderi fatiscenti, con il rischio di ammaccarsi l’abito buono e, comunque, smazzando in liturgie defatiganti che si fottono le ore migliori del sonno. Tutte cose giustificate nei villaggi di due-tre secoli fa, ma oggi ?Basta guardarsi intorno per rendersi conto che il maligno non è più l'altezzoso principe delle tenebre d'un tempo; si è ultrademocratizzato. Lo puoi prendere a calci in faccia che non si stanca di correrti appresso come il più testardo dei cani. Occhieggia implorante da ogni angolo di strada in cui si spaccia droga, tira a rincoglionirti ogniqualvolta metti piede in discoteca. Ammicca con discrezione dalle slot-machine disseminate perfino nei bar delle più remote periferie, sta sulla bocca delle migliaia di imbonitori che, con motivetti vari, non fanno altro che recitare le sue litanie e risulta stabilmente insediato nei portali di Internet. Anche se te ne stai spaparacchiato in casa, basta mettere mano al telecomando e non mancherà di stupirti con travestimenti capaci di umiliare un Fregoli. Assume parvenze di prosperosa ochetta per incitarti a firmare cambiali che mai potresti onorare. Calato nei panni d'un innocuo commentatore riesce a convincerti delle cose più strampalate ed inverosimili. Camuffato da clown è capace, specie operando sui canali pubblici, di trasformarsi in un incubo assai peggiore di "IT".

Ciò detto, evitiamo di esasperare oltre i produttori di candele nere. Sono tempi difficili; la crisi incombe ovunque e non mi sembra il caso di scoraggiare fornitori che, a conti fatti, sudano per tirare avanti.

 

Che ne direste se, tanto per cambiare, facessimo una capatina nel mondo delle sette ?

Poniamo che, dopo aver messo l'annuncio "cercasi urgentemente commessa carina e docile - indispensabile bella presenza" , tenessi alla prima aspirante un discorsetto del tipo:

" Si.........si !...Tutto sommato, penso che si potrebbe provare. Per l'orario ?.....Tempo pieno, naturalmente! Circa l'aspetto economico, lei capirà che mi risulta difficile definirlo così, su due piedi. Importante è che lei sia disposta a scucire tutte le volte che glielo chiederò. Devo però avvertirla che qualsivoglia rifiuto da parte sua a lasciarsi bastonare e/o brutalizzare comporterebbe l'automatica rescissione del contratto con il versamento di adeguata penale"

A metà discorso la figliola comincerebbe a rigirarsi sulla sedia per scoprire dov'è nascosta la candid camera. Non vedendola, chiederebbe del bagno dove s'affretterebbe ad invocare via cellulare immediato soccorso contro il maniaco.

Probabilmente eviterei il carcere e, qualora l'esperimento dovesse coincidere col preludio d'Aprile, non è detto che non riuscirei a sottrarmi a seccanti permanenze in manicomio.

Se poi la prosecuzione dell'esperimento fosse ben radicata nelle mie intenzioni, per operare proficuamente ed al riparo da ritorsioni, dovrei spiritualizzare il linguaggio, dotarmi d'una capiente tunica e lasciarmi precedere da un discreto stuolo di seguaci (non importa se interdetti).

Trascurando casi di evidente masochismo, gli psicologi attribuiscono alla carenza di affetti paterni il fenomeno di attrazione verso le sette. La cosa non convince del tutto. Non c'è niente che confermi una particolare predilezione per siffatti generi di permanenza nei pur numerosi figli di padre ignoto. Comunque, ammesso che abbiano ragione gli strizzacervelli, c’è da pensare che gli sventurati abbiano per genitori gente peggiore del mostro di Firenze.

 

E veniamo ai medium.

Pur non escludendo l’eventualità di contatti con le anime dei defunti, ci sarebbe da chiedersi quanto possa fottere a costoro andarsi ad impelagare in beghe parentali che, con ogni probabilità, li avrebbero lasciati indifferenti anche da vivi.

Ciò che soprattutto sorprende e lascia disorientati è la mancanza di tatto nei confronti dei trapassati. Uno ragiona: "Vediamo un po,….Sono le 19, …..alle venti ho un appuntamento dal notaio. Volendo….avrei giusto il tempo d'una capatina dalla sensitiva per appurare cosa ne pensa la buonanima del nonno sulla transazione che sto per concludere".

Poniamo che il nonno alle 19,30 sia impegnato in contemplazione. Giudicherà la chiamata una vera rottura. Passi per una, due volte, ma quando le evocazioni minacciano di diventare un’abitudine è naturale che l’interpellato cominci a fare orecchio da mercante; ha mica voglia di giocarsi la pace eterna.

Si dice che le belle apparizioni d’una volta ormai ce le possiamo sognare. E lo credo ! Il numero delle "chiamate" al giorno d’oggi si sono moltiplicate al punto da richiedere agli spiriti guida prestazioni che qualsiasi usciere si rifiuterebbe di eseguire.

Secondo me anche i guardiani dell’aldilà (celesti o infernali che siano) si saranno rotte le palle da un pezzo. Scommetto che quando beccano un trapassato tanto pettegolo da accontentare facilmente chi lo evoca, operato l’ammonimento di rito, non ci pensano due volte a retrocedere il recidivo nella scala dei gironi come in quella delle celesti graduatorie.

Già, ma come faranno a sopravvivere i medium se non possono fare affidamento sulla disponibilità un tot giornaliero di evocabili ? E le risorse dell’ingegno umano dove le mettiamo?

Gli scomparsi rifiutano di materializzarsi ? Si farà in maniera che possano rivelarsi in altro modo. Uno scrollone ben assestato al tavolo della seduta equivarrà ad un si; due è no, ed occorrerà mettersi l’anima in pace.

Se poi il cliente appartiene alla schiera degli incontentabili, il sensitivo gli farà un discorso che potremmo sintetizzare così : "le anime dei morti tuoi oggi non te le posso far vedere. Esse però sono presenti e non mancheranno di significarterlo con la massima evidenza". A questo punto l’entità dei fenomeni rivelerà una misteriosa connessione con l’ubicazione della sala in cui ha luogo la seduta. Se questa risulta prossima alla cucina non è improbabile che vi giunga un rumore assordante di pentolame, e non è da escludere che qualche piatto, fendendo la penombra, rischi di togliervi per sempre lo sfizio dello spiritismo. Possibile, ancora, qualche improvvisa sensazione di gelo; quasi qualcuno avesse azionato un ventilatore . Del tutto accidentati, invece, eventuali latrati canini; a meno che il cliente non abbia inteso operare richiami sull'anima di Fido.

Doveste ridurvi ad arrangiarvi in una stalla per siffatte consultazioni c’è da scommettere che nessuno vi risparmierebbe il frastuono di sonagli e campanacci.

Così va il mondo !

A proposito di trapassati devo ammettere di dover molto a mio nonno. Da piccolo mi prendeva in braccio e levando in alto il dito secco e calloso da contadino. "Ricordati!"…..raccomandava "Che ogni santo giorno, alla levata del sole, non mancheranno di svegliarsi, più o meno contemporaneamente, fessi disposti a togliersi il pane di bocca e furbi pronti ad accaparrarselo ".