LE MANI SULL'INFORMAZIONE



Voi penserete: parla di Berlusconi
oppure dei giornali dei partiti,
zeppi di niente e senza soluzioni,
tanto pallosi eppure assai graditi
ai pescecani delle redazioni
per via di emolumenti garantiti
da chi sforna le tasse per pagarli
e da quei fessi che vanno a comprarli.

Ma questa volta vi siete sbagliati,
nel mio mirino c'è tutt'altra gente;
tipi che stanno al bar spaparacchiati
l'intero giorno senza fare niente
con l'eccezione d' essere impegnati,
con le mani (non so se con la mente),
nello spolparsi l'unico giornale
che l'edicola porta al personale.

Stante il rincaro recente del caffè,
pagando la bevanda più la stampa,
io non so voi, quindi parlo per me:
se compri le due cose non si campa.
Eccoci giunti all'intimo perché
andando al bar presto corre la zampa
sulla preziosa ed unica edizione
in cerca di gratuita informazione.

Io, come tanti, affronto quest'impresa.
Puntando su siffatta operazione,
raggiungo il bar prima di far la spesa
ma resto in preda alla disperazione
per via di chi la stampa l'ha già presa;
è un tale che lo fa per professione;
da vari giorni e con  puntualità
quando arrivo lo trovo ch'è già là.

Quella copia l'ha tutta strattonata,
squinternandone i fogli alla carlona
è chiaro che l'ha quasi rovinata.
Sto tipo quando legge non perdona,
sulla carta ci passa la giornata
svelto l'arraffa e più non l'abbandona.
Segnano ormai le dieci gli orologi;
Quello non molla, legge i necrologi!




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