"DOV’E’ LA LIBERTA?"

(Titolo preso a prestito dall’omonimo film con TOTO’)

 

In tempi incerti molto tenebrosi

Zeppi di pene dure (assai contorte)

Poste da capi molto sospettosi,

In presenza di cose fatte storte

C’erano sempre tipi spiritosi

Capaci di sfidare anche la morte

Solo per commentare ogni menata

Con qualche gustosissima trovata.

 

Perfino nella Roma papalina

Piena di polizia dal fiuto fino

Giungeva puntuale alla mattina

Lo sfottimento fatto da Pasquino,

Un vecchio busto dell’età latina

Corroso; brutto più d’un babbuino

Ma capace di versi divertenti

Dai contenuti molto irriverenti.

 

Pur senza scomodar tempi remoti

Pensate un poco a cosa c’era qui

Forse non lo ricodano i nipoti;

Era il momento in cui certa DC,

Puntando su cervelli solo vuoti.

Bramando si dicesse sempre "si!",

Pur non facendo proprio dittatura

Giocava (eccome!) con la sua censura.

 

Giornali pieni d’una certa grinta

Prontissimi a ficcare ovunque il naso

Lanciavano una satira assai spinta

Fatta d’arguzia: mai lasciata al caso.

Ciascuna vessazione era dipinta

Faccio solo un esempio: sul "Travaso",

Spiegandone gli aspetti e le ragioni

Al punto che giravano i coglioni.

 

Soltanto adesso, in piena libertà,

La satira si mostra latitante

Ciascun si chiede: dove c. sta

Lo sberleffo di tipo esilarante.

La cosa veramente non mi va;

Mi piacerebbe che, seduta stante,

Provvedendo nel sito, oppur per posta,

Qualcuno mi fornisse una risposta.