TORINO – "L’ISOLA DEI FESTOSI"

 

Oggi voglio trattare un argomento

Ch’è brutto al punto da essere indigesto,

Soprattutto per quelli che al momento,

Scorgendo ovunque qualche manifesto

Di giochi e feste, affrontano il tormento

D’una città che, attraverso tal gesto,

S’illude di fornir consolazione

A chi non trova più un’occupazione.

 

La Stampa tratta di giochi invernali,

Ricche rassegne di gastronomia,

Spettacoli piuttosto demenziali,

Festival gay (c’è pure stà mania),

Gare di corsa luogo i suoi viali

Con grande spreco di coreografia.

Per chi sfacchina son brutti momenti,

E cos’è che ti fanno? Monumenti.

 

Ne hanno rizzati tanti in ogni luogo,

Per giunta brutti e pure assai costosi;

Chi li vede vorrebbe darci fuoco

Insieme ai loro artefici "famosi"

Che han ridotto le piazze, poco a poco,

In luoghi impraticabili e schifosi.

La gente, afflitta da questa mania,

Getta uno sguardo quindi scappa via.

 

Nel mezzo di realtà così aberrante

Si spera tanto nei giochi invernali

Li senti? Le promesse sono tante,

Ma penso resteremo tali e quali.

Quale ripresa? Qui tutto è stagnante!

S’arricchiranno solo pochi squali,

Per gli altri: stenti e disoccupazione

O, tutt’al più, la cassintegrazione.