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VITA DA CANI
Dove, nel mezzo
della recessione, C’è sempre chi
la grana se la fa Mentre rasenta
la disperazione, Senza trovare
scampo né pietà, Chi sta cercando
qualche occupazione. Meglio guardarci
in giro attentamente Per chiederci
chi siamo veramente. Oppure ti
beccavi un accidente, C’era qualcuno
pronto a confortarti. Oggi nessuno se
ne fotte niente; Dal quinto piano
puoi precipitarti Senza destar
stupore nella gente. Ciascuno pensa
solo ai fatti propri Se non ci credi,
fallo che lo scopri. Pesano molto i
ritmi infernali Ai quali, e
questo più mi torna strano, Si aggiungono di
norma tanti mali Di mode che,
affermatesi pian piano, Stanno causando
effetti demenziali. Volete che vi
faccia qualche esempio Nel panorama di
siffatto scempio? Vai per negozi o
nei supermercati, Vedi le scritte:
son tutte in inglese, Perfino sulla
frutta e gli insaccati; Poi paghi in
euro e trovi le sorprese Di prezzi che ti
sembrano attentati. Esci tutto
arrabbiato e inebetito E cosa trovi? Un
traffico impazzito. Sali sul bus di
qualche linea urbana Ed è qui che ti
attende la sorpresa Della più
variegata specie umana. Tieni d’occhio
la borsa della spesa E ti destreggi
in mezzo alla fiumana Di chi parla gli
idiomi più impensati (Se protesti ce
l’hai con gli immigrati). Che ricoprono il
muro d’un palazzo: Pubblicizzano
l’arte dei r……..: La cosa ti
disgusta e gridi “C…!” Sarà forse
questione di opinioni Ma, poiché ti
disgusta quest’andazzo, Con l’esigenza
di riprender fiato Adocchi un bar e
ci entri difilato. Mentre ti accingi
a leggere il giornale T’aggredisce un
rumore che rintrona; E’ il
maxischermo che ti fa star male, Questo perché
più che suonare tuona. Ogni bar si comporta tale e qualeDopo che Sirchia
(che sia maledetto) Sopra al tabacco
ha messo l’interdetto. Che quando
proprio tutto andava storto, Almeno per colui
che in fondo crede, Poteva assicurar
qualche conforto. Ma chi alla
chiesa ancor oggi lo chiede, Appellandosi
ansioso e stanco morto, Non s’assicura
manco un contentino; Col papa che
rispolvera il latino. |