ACCADDE IN OLIMPO 


Cronaca d'un dramma passionale

Quest'oggi vi racconto,udite udite!
ciò che accadde nel regno degli dei
quel giorno che, invaghito di Afrodite,
nel tardo pomeriggio, alle ore sei,
Marte bussò da lei dicendo "Aprite!
Sentite un pò cosa vi proporrei:
dal momento che sono assai allupato,
voi ci stareste a fare un pangrattato?

Qualora vi confinferi l'invito
voglio sperare che mai sappia niente
Il fabbro che ci avete per marito".
"Cosa temi? Lo sai ch'è consenziente!"
L'altra reagì, poi in  tono inviperito,
"Quello di me non se ne fotte niente;
si cura solo della sua ferraglia,
questa gran cornutissima canaglia!".

Stava ora la divina ben disposta
bella e spaparacchiata sul divano.
Ma capita che, proprio a bella posta,
come  a spogliarsi Marte mette mano,
la sua armatura per tutta risposta
si blocca ed ogni sforzo resta vano;
s'è ammaccato un bullone alla pancera.
Dove la trovi una iella più nera?

"Vedrò di rimediare in un momento!"
Dice il dio della guerra alla diletta
e, senza rivelare il proprio intento,
di botto s'allontana con gran fretta
deciso a superar l' impedimento.
Mentre Afrodite con pazienza aspetta
sode il frastuono d'un urlo bestiale;
l'altra intuisce "Mò s'è fatto male!"

Corre la diva lì, poco lontano,
al rifugio del dio fabbroferraio.
Trova Vulcano col martelo in mano;
lo stesso con il quale ha fatto il guaio
d'assestare un colpaccio disumano
ai coglioni dell'altro; un puro sbaglio.
Urla Afrodite a Marte "Brutto stronzo!
Non sai che mio marito è sempre sbronzo?"