EST MODUS IN REBUS

 

Di fianco a casa mia vive un curato

Che stenta a camminare per la via

No! Non è che si tratti d’un malato

Non è uno storpio; non ha malattia

E’ un tipo ben vestito e tonsurato

Che da tempo conduce vita pia

Al punto che abbandona la parrocchia

Soltanto all’ora in cui si sgranocchia.

 

Ad affliggerlo c’è solo un pancione

Talmente gonfio, spesso, smisurato

Del quale puoi intuirne la ragione

Dopo aver visto ciò che s’è sbafato

Pranzando, a cena, come a colazione

Fa meraviglia che non sia schiattato.

Per me, se aggiungi pure la bevuta,

E’ questione di "grazia ricevuta".

 

Se provi a farti solo due isolati

Trovi una famigliola sventurata

Poichè si tratta di disoccupati

In preda a vita molto disagiata

Aggiungi pure che sono sfrattati

Costretti ad inventarsi ogni trovata

Per mettere d’accordo a malapena

Come si dice: Il pranzo con la cena.

 

A conti fatti avrei la tentazione

Di suggerire qualche cambiamento;

Circa il sistema di destinazione

Inerente il fiscale ordinamento

Facendo in modo; questa l’intenzione

D’adattare alla meglio sto strumento

Per poter destinar l’otto per mille

Proprio dove la fame "fa scintille".