PORCA MISERIA!

C’era una volta nel mio bel paesello

Una bestiola docile e paziente

Sto parlando d’un caro somarello

Che mai restava senza fare niente.

Lo capivi sentendo il campanello

Ininterrotto, secco ed insistente

Che rivelava quanto il poveretto

A trascinar sul basto era costretto.

 

St’asino ti faceva compassione

Sembrava stesse lì per stramazzare

Allora ti chiedevi: "Ma il padrone

S’è messo in testa di farlo crepare?"

La capivi più tardi la ragione

Quando appuravi che, di lavorare,

Proprio il padrone ed ogni suo parente

La voglia non l’avevano per niente.

 

Sulle spalle dell’asino campava

Tutt’una stirpe di nullafacenti.

Se il costo della vita s’elevava

Che faceva sto clan di prepotenti?

Ancor di più la bestia caricava.

Sotto lo sforzo e senza far lamenti

Quella pensava che "Male che vada,

me la daranno sempre la mia biada".

 

Ecco dove sbagliava l’animale!

Poiché, crescendo il costo del foraggio,

La sua razione non restò più tale

Dato che sto padrone ebbe il coraggio

Di adottare un rimedio criminale:

Che gli permise verso fine Maggio

L’accrescimento della produzione

Con zero biada ma tanto bastone.

 

L’asino resse ancora qualche giorno

Fino al momento che si sentì male.

Partì stracolmo senza far ritorno

(E non è che finisse all’ospedale).

CE L’AVRÀ QUESTA STORIA UNA MORALE,

O SI ADATTA SOLTANTO ALL’ANIMALE?

BASTA CHE, RIFLETTENDO SUL BASTONE,

PENSIATE ALL'EURO.ECCO LA SOLUZIONE!