RIUNIONE DI CONDOMINIO

 

 Riuniti nell’androne del palazzo,

Palesemente tutti giù d’umore,

Si sorbiscono zitti lo schiamazzo

Che va facendo l’amministratore,

Agitando di chiavi un grosso mazzo

E protestando quasi da due ore;

Tutto per via delle segnalazioni

Giunte dagli adiacenti casermoni.

 

"Non le sopporto più le lamentele

Di quanti, transitando per la via,

Si buttano su strade parallele

Pur di sottrarsi alla vostra follia.

Volete che vi giungano querele

O che v’arrivi qui la polizia?

Lo so che non avete tutti i torti,

Ma basta litigar con le consorti!

 

Ogni giorno la stessa sinfonia:

Litigi, botte e sempre gran fracasso.

Non ci riuscite a stare in compagnia?

Allora è meglio ve ne stiate a spasso.

Cercate un poco di calmarvi. Via!

Nessuno lo sopporta questo chiasso.

Siete incazzati? Però ciò non toglie

Che sia male menar la propria moglie.

 

Adesso voglio una soddisfazione;

Dal momento che siamo tutti qua.

Si faccia avanti e dia dimostrazione

Chi vuol far pace con la sua metà".

A quel punto, nel fondo all’androne,

Alza il dito un signor di terza età.

"Ma vaff…….! Credi che sia un gioco?

Tu già sei vedovo; pure se è da poco".