GIULIETTA E ROMEO

(Libero adattamento dall'omonimo capolavoro di Shakespeare)

 

Tutto allupato, in preda alla passione,

Romeo raggiunge casa di Giulietta.

Conta d’arrampicarsi sul balcone

dove c’è la ragazza che lo aspetta.

Quando arriva, però, che delusione!

Difficile raggiunger la diletta,

dato che tutt’intero il caseggiato

risulta in ogni punto transennato.

 

"Scusami, caro, se non t’ho avvertito!"

Dice Giulietta appena l’ha avvistato,

"purtroppo solo tardi l’ho capito

che sto palazzo andava puntellato"

E mentre parla gli indica col dito

Il tabellone in loco collocato:

‘RESTAURI SU PALAZZI OBSOLETI

CI PROVVEDE LA DITTA CAPULETI’.

 

"Mò come cacchio affronto sta salita?"

Dice il ragazzo e se ne sta incazzato,

"La balia; quella vecchia rimbambita,

com’è che manco lei me n’ha parlato?

Ci stava una grondaia, ma è sparita.

Comunque, va l’ostacolo affrontato.

Sento Mercuzio. Spero abbia una scala

che mi conduca fino a questa sala".

 

"Guarda, caro Romeo, te lo sconsiglio"

ribatte la fanciulla dal verone,

"se parte l’antifurto è uno scompiglio.

Né la capisco questa fissazione

d'introdurti per forza dal balcone;

tu qui sopra ci perdi la ragione!.

Piantala un po’ con questa tua mania;

Mò scendo e ce ne andiamo in pizzeria".