(Nelle pieghe della storia)

SCOPERTA DELL'AMERICA

 

C’è Colombo che s’agita in cabina.

"Porca miseria! Cristo! Dannazione!

Guarda la malasorte che combina.

Dopo tre mesi di navigazione

Qui mi sparisce pure la cartina

Che mi serviva come indicazione

Per mantener la rotta sul Cipango.

Se non la trovo secco ci rimango.

 

Mi becco certo qualche coltellata

Da questa ciurma ch’è fatta di gente

Ormai arcistufa d’ogni mia menata

Circa lo sbarco prossimo imminente

Su d’una terra nuova e inesplorata

Dove si trova l’oro come niente.

Tanto sto in preda alla disperazione

Che quasi quasi dico un’orazione.

 

Santa Vergine mia salvami tu!

Non ci capisco un c. di sti mari

Alle mie balle chi ci crede più?

I viveri, già scarsi, ormai son rari.

Se cala il vento e le vele van giù

Sono certo che presto i miei compari

Mi legheranno stretti piedi e mani

E il resto lo faranno i pescecani.

 

Adesso lo confesso, e me ne pento,

Sto viaggio non l’ho fatto per la storia;

La grana collegata a quest’evento,

Prendeva il sopravvento sulla gloria.

Se ora salvo la pelle m’accontento

E prego quindi il ciel che in ciò m’assista".

Da fuori s’ode un grido "Terra in vista!"