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NINNOLI E CIANFRUSAGLIE
Se appena indaghi sull’umanità Non può sfuggirti un lato deteriore. Ci vuol poco a capire dove sta: E’ il "ninnolismo" che colpisce al cuore E molto toglie alla serenità. Da quando nasce fino a quando muore Chiunque ne avrà almeno la tendenza; Frega un pò tutti; come l’influenza.
Sta spinta ci motiva ad acquistare Gli oggetti che ci cadono sott’occhio; Ci sembran belli? Li vogliam toccare. E’mania più insistente d’un pidocchio. Arduo smorzarla, o solo tacitare; Essendo molto simile al ranocchio, Che non la smette più di gracidare Dentro lo stagno che gli sembra il mare.
L’aggeggio s’introduce nella mente Fino a rappresentarne una gran fissa. Anche se sai che non ti serve a niente Ingaggia col giudizio un’ardua rissa. Finisce, quindi, che, immancabilmente, Perfino la ragione s’inabissa Dentro l’oggetto appena accaparrato; Lui ci conquista e viene venerato.
In parte fors’è colpa delle dita Che devono tastar sempre qualcosa. In fondo, ciò fa parte della vita; E pare che st’azione sia sfiziosa. Il tatto è sensazione assai gradita; In certe situazioni, poi, è preziosa; Chi becca una paralisi alla mano Come farà a nettarsi il deretano? |