NINNOLI E CIANFRUSAGLIE

 

Se appena indaghi sull’umanità

Non può sfuggirti un lato deteriore.

Ci vuol poco a capire dove sta:

E’ il "ninnolismo" che colpisce al cuore

E molto toglie alla serenità.

Da quando nasce fino a quando muore

Chiunque ne avrà almeno la tendenza;

Frega un pò tutti; come l’influenza.

 

Sta spinta ci motiva ad acquistare

Gli oggetti che ci cadono sott’occhio;

Ci sembran belli? Li vogliam toccare.

E’mania più insistente d’un pidocchio.

Arduo smorzarla, o solo tacitare;

Essendo molto simile al ranocchio,

Che non la smette più di gracidare

Dentro lo stagno che gli sembra il mare.

 

L’aggeggio s’introduce nella mente

Fino a rappresentarne una gran fissa.

Anche se sai che non ti serve a niente

Ingaggia col giudizio un’ardua rissa.

Finisce, quindi, che, immancabilmente,

Perfino la ragione s’inabissa

Dentro l’oggetto appena accaparrato;

Lui ci conquista e viene venerato.

 

In parte fors’è colpa delle dita

Che devono tastar sempre qualcosa.

In fondo, ciò fa parte della vita;

E pare che st’azione sia sfiziosa.

Il tatto è sensazione assai gradita;

In certe situazioni, poi, è preziosa;

Chi becca una paralisi alla mano

Come farà a nettarsi il deretano?