VECCHIE E NUOVE FRONTIERE DEL MASOCHISMO

 

(Pensando anche, col dovuto rispetto, al recente sciopero della sete attuato da Pannella)

 

La gente, almeno quella ch’è normale,

Ricorre a tutto pur di non soffrire,

Mentre non manca mai qualche animale

Che pagherebbe per poter morire;

O che, comunque, insiste a farsi male

Pretendendo di farsi benedire

Per le mazzate che si assesta in testa

O anche buttando sangue quand’è festa.

 

Per esempio a Nocera Tirinese,

Che pure non si trova sulla luna,

Ma sta ubicata nel catanzarese,

Di ste figure ce ne sta più d’una

Che, com’arriva Pasqua, nel paese

Si cala addosso una vestaglia bruna,

S’incorona di spine e si flagella

Poiché trova sta cosa molto bella.

 

E che dire di certi rimbambiti

Ansiosi di crepar nell’esplosione

Causata perché girano imbottiti

Di tritolo e di bombe a profusione?

Fors’è la fede che li avrà storditi

(Mica si tratta d’una professione).

Sarà che, dipartendosi da qui,

Puntano alle "cofecchie" con le Urì.

 

E’ un fatto che sta fissa masochista

La trovi dove meno te l’aspetti

C’è gente di sicuro progressista

Che, se sospetta non la si rispetti,

Si colloca in un posto bene in vista

E come niente attacca coi dispetti.

"Non mi si ascolta e allora mò v’arrangio

Mi esaudirete altrimenti non mangio!"

 

Sta cosa la facesse una "creatura"

Quattro ceffoni e sarebbe risolta.

Ma te la fa chi ci ha la testa dura.

Che fai; rischi ti scoppi una rivolta?

Abbozzi o te ne stai con la paura

Di fronte a chi dichiara ogniqualvolta

"Sono costretto a fare ciò che devo,

M’accontentate sennò più non bevo!