E TUTTO CON PICCOLE COMODE RATE

 

Mentre scarseggia sempre più la grana

Ma la pubblicità tanto imperversa

Cresce il sistema che a ciascuno spiana

Lo stato di miseria che attraversa.

Vuoi comprare un armadio, una collana,

La catenina, visto che l’hai persa?

Perché lagnarsi delle scarse entrate,

Quando a tutto provvedono le rate?

 

Ti frughi in tasca, e prendi il cellulare,

Mentre pronta interviene la tivù:

"Modello vecchio!" Rischi di crepare!

Lo sai quant’è dannoso il suo tutù?

Ce n’è uno nuovo. Su, vallo a comprare!

Poche cambiali e non ci pensi più.

Approfitta che c’è la promozione;

Vorrai mica passare da coglione.

 

Il frigo perde ch’è una dannazione.

Per forza! E’ vecchio, poco conveniente;

Ogni due giorni una riparazione.

Il costo? Lo stipendio se lo sente.

Per fortuna c’è la rottamazione.

Dai! Non pesarci! Ed immediatamente,

Cambi il catorcio proprio sul momento

Sottoscrivendo un bel finanziamento.

 

Guardi il divano ch’è mezzo acciaccato

Gualcito, zoppo e tanto demodé.

In qualche punto è pure rattoppato;

Devi cambiarlo. Tu lo sai perché.

Non puoi tenerti un mobile tarlato

Che non ne reggerebbe più di tre.

Dal mobiliere? Già ci siamo intesi;

La prima rata solo fra sei mesi.

 

Alle scadenze in lunga dilazione

S’aggiungono, frattanto, le bollette,

Le tasse e pure la disperazione

Dovuta dall'arrivo di disdette

Che hanno a vedere con l'abitazione.

Sono altre spese. Dio, che dannazione!

Specie che, col gasolio in forte aumento,

Giunge la botta del riscaldamento.

 

Non ne discuto; occorrerà pagare

Tutti gl’impegni che si son firmati.

Però, c’è che bisogna pur campare;

Per questo si finisce protestati

E in preda a riflessioni molto amare

Quando ci si ritrova pignorati.

Adesso rate non ne faccio più;

Per non cascarci ho rotto la tivù.