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IL FUMO E L’ARROSTO
Una minchia d’assegno maledetto Passato all’ospedale di Milano Alla procura ingenera il sospetto Su qualcuno che lesto assai di mano, Potrebbe essersi preso tale oggetto. Insomma, già s’indaga, piano piano, Sull’esistenza di eventuali azioni Poco attinenti al ramo trasfusioni.
Pure il nome di Sirchia c’è scappato Nel mucchio dei primari milanesi, Per cui stò tipo mo’ resta inguaiato, Mentre son tanti quelli che, sorpresi, Pensano "Vuoi vedere che ha rubato? E che, frattanto, i soldi se l’è spesi?" Calma! Se c’è un ministro nel mirino, Che fai, lo tratti come un clandestino?
Io spero proprio ch’egli sia innocente E che possa sottrarsi ad ogni smacco. Ma il rischio c’è. Poni che l’inquirente Risulti un gran patito del tabacco, Le studierebbe tutte, certamente, Per il gusto di metterlo nel sacco. Questo perché, col fumo censurato, C’è intanto chi l’arrosto s’è pappato. |