IL FUMO E L’ARROSTO

 

Una minchia d’assegno maledetto

Passato all’ospedale di Milano

Alla procura ingenera il sospetto

Su qualcuno che lesto assai di mano,

Potrebbe essersi preso tale oggetto.

Insomma, già s’indaga, piano piano,

Sull’esistenza di eventuali azioni

Poco attinenti al ramo trasfusioni.

 

Pure il nome di Sirchia c’è scappato

Nel mucchio dei primari milanesi,

Per cui stò tipo mo’ resta inguaiato,

Mentre son tanti quelli che, sorpresi,

Pensano "Vuoi vedere che ha rubato?

E che, frattanto, i soldi se l’è spesi?"

Calma! Se c’è un ministro nel mirino,

Che fai, lo tratti come un clandestino?

 

Io spero proprio ch’egli sia innocente

E che possa sottrarsi ad ogni smacco.

Ma il rischio c’è. Poni che l’inquirente

Risulti un gran patito del tabacco,

Le studierebbe tutte, certamente,

Per il gusto di metterlo nel sacco.

Questo perché, col fumo censurato,

C’è intanto chi l’arrosto s’è pappato.