RISTORANTI ESOTICI

 

Dato che c’è la globalizzazione

Nessuno sfugge a certi cambiamenti

Ce lo dimostra la ristorazione

Che sforna nuovi tipi di alimenti:

Dovuti in parte ad una produzione

Che s’avvale di vari condimenti

Aprendo ovunque tanti ristoranti

Con menu variopinti ed invitanti.

 

Spuntano infatti centri peruviani

A fronte delle trattorie cinesi

Altri locali tipici? Gli indiani,

Cui penso seguiranno i congolesi.

Chiudono solamente gli italiani

Sarà perché risultano sorpresi

Dal fatto che al complesso andirivieni

Concorrono agguerriti anche i rumeni.

 

Sta gente pare proprio che s’ingegna

Nell’aprir sempre nuove trattorie

E, recando di Dracula, l’insegna,

Tracciando nel settore nuove vie,

Nella ristorazione adesso regna

Poiché sparando di folclore un’aria

Fa buoni affari con la culinaria.

 

Io non capivo, duro di talento,

Il richiamo a siffatto personaggio,

Tanto feroce e pur sanguinolento

Al punto da richiedere coraggio

A quanti sulla spinta del momento

Amanti di bistecche o di formaggio

Transitando affamati per la via

T’imboccano siffatta trattoria.

 

L’avrei compreso poi, da vero tonto,

Dopo essermi sbafato un solo piatto

Parlo di quando mi fu fatto un conto

Che (devo dirlo) poco manca schiatto

Una grossa rapina; un vero affronto.

Mi frugo in tasca, cerco, m’arrabatto

Per riuscire a pagare a malapena

Quella che loro chiamano una cena.

 

Non ero stato messo sull’avviso

Dall’effige del conte sciagurato

Da quella faccia priva di sorriso

Propria d’un tipo tanto scellerato

Che, senza formular alcun avviso,

S’avventava sul primo disgraziato

Se l’inculava con un palo aguzzo

O si gustava del sangue lo spruzzo.