|
GUAZZABUGLIO
Finalmente l’ho visto un manifesto Di quelli che li guardi con piacere. Dipenderà che m’alzo troppo presto. Mi tocca lavorare; è il mio dovere; Tiro avanti, mi sbrigo e non contesto; Alla famiglia dovrò pur provvedere. Camminando, così, di buon mattino Non c’era ancora in giro l’attacchino.
Da un tabellone tutto screpolato Spuntavan resti di vecchie affissioni Per cui lo stesso molto era incrostato Da un’intera miriade di spezzoni. Ho voluto fermarmi e l’ho studiato, Ricevendone quelle sensazioni Che può dare un collage realizzato Da un artista capace ed apprezzato.
Sopra il residuo d’una faccia nota C’erano tanti chicchi di caffè, Intanto, in calce, si leggeva "vota", Per cui risulta alquanto chiaro che Non si trattava d’una testa vuota, Ma un cranio in cui qualcosa pure c’è. Subito, al lato, un seno mozzafiato Che della proprietaria era privato.
Sotto vi si leggeva questa scritta "Approfittane adesso ch’è in offerta Li liquidiamo nella nostra ditta". Poi, di lato, uno scorcio di coperta E, al di sopra di questa, un marmitta Priva di fondo e pure in cima aperta, Contenente una splendida biondina; Più la reclame "Usate vaselina!" |