GUAZZABUGLIO

 

Finalmente l’ho visto un manifesto

Di quelli che li guardi con piacere.

Dipenderà che m’alzo troppo presto.

Mi tocca lavorare; è il mio dovere;

Tiro avanti, mi sbrigo e non contesto;

Alla famiglia dovrò pur provvedere.

Camminando, così, di buon mattino

Non c’era ancora in giro l’attacchino.

 

Da un tabellone tutto screpolato

Spuntavan resti di vecchie affissioni

Per cui lo stesso molto era incrostato

Da un’intera miriade di spezzoni.

Ho voluto fermarmi e l’ho studiato,

Ricevendone quelle sensazioni

Che può dare un collage realizzato

Da un artista capace ed apprezzato.

 

Sopra il residuo d’una faccia nota

C’erano tanti chicchi di caffè,

Intanto, in calce, si leggeva "vota",

Per cui risulta alquanto chiaro che

Non si trattava d’una testa vuota,

Ma un cranio in cui qualcosa pure c’è.

Subito, al lato, un seno mozzafiato

Che della proprietaria era privato.

 

Sotto vi si leggeva questa scritta

"Approfittane adesso ch’è in offerta

Li liquidiamo nella nostra ditta".

Poi, di lato, uno scorcio di coperta

E, al di sopra di questa, un marmitta

Priva di fondo e pure in cima aperta,

Contenente una splendida biondina;

Più la reclame "Usate vaselina!"