A PROPOSITO DI POSTEGGIATORI ABUSIVI
(Incredibile ma vero)
C’è sempre una prima volta! E quando riguarda l’applicazione di nuovi generi di multe è raro che la cosa non si verifichi a Torino.
Siamo a metà Agosto. Un sole della Madonna ha reso color cacca gli striscioni "anti-guerra" appesi ai balconi e sta fottendo gli anziani peggio del rinomato insetticida che s’attacca alle zanzare e le "lascia stecchite". Una sorta di aggiustamento previdenziale, secondo taluni, che non necessita nemmeno di rituali consultazioni con i signori della "triplice".
Chi può se ne sta a casa; dove, se non è stato tanto accorto da accaparrarsi il ventilatore al tempo dei mandorli in fiore, gli toccherà cambiare di continuo l’acqua della bacinella che lo tiene con i piedi a mollo.
Le strade son deserte come e più di quelle descritte nella canzone di Modugno. C’è, per contro, un qualcosa che richiama alla mente il Montanelli prima maniera. Si! Perché… "Spunta il sole, canta il gallo, ecco che il vigile monta a cavallo".
Veramente, qui, il cavallo, vittima d’una brutale licenza poetica, è un animale che non c’entra per niente. Tutto al contrario dei civich che, quando si tratta di sfoderare primizie contravventorie, attendono l’entrata in vigore della normativa con lo stesso accanimento di Fernandel-Pastorelli de "La legge è legge".
Il fatto.
E’ da poco trascorsa una mezzanotte attesa dagli automobilisti con la stessa trepidazione dei nostri antenati all’avvento dell’anno 1000. Una psicosi da "fine do munno" capace di rovinare le vacanze a quanti, deportati alla balneazione da convogli stracarichi all’inverosimile, il dubbio d’aver parcheggiato l’auto in maniera opinabile arriva a produrre gli stessi danni d’un tarlo.
Ma torniamo a Torino per focalizzarci su di un soggetto che, incurante del solleone assassino, si caccia in tasca una bottiglia di minerale e raggiunge il posto di lavoro con un tempismo che, praticato da uno statale, darebbe immediato diritto all’encomio solenne.
Il tizio si occupa di controllare la sosta nella centralissima Piazza San Carlo. Ci sarebbe il dettaglio che per questo suo impegno non c’è chi possa versargli contributi assicurativi. In parole povere si tratta d’un abusivo. Ma, per dirla col Redentore, "chi è innocente……." . Motto evangelico oggi più che mai attuale, quando si considera che viviamo in una società dove per documentarsi su scippi, truffe, spaccio di droga e rapine, non è nemmeno il caso di andare all’edicola; basta guardarsi in giro.
Si tratta di lavoratore autoctono. E sarà per un riguardo alla Bossi-Fini se c’è, di solito, chi tira a chiudere un occhio.
Purtroppo ha incocciato la giornata sbagliata; quella dell’entrata in vigore del famigerato art.7.
Conseguenze?
Il disgraziato non fa in tempo a racimolare i primi spiccioli che la controparte gli zompa addosso. Verbale e multa di 652 Euro.
"Porca puttana!" (Il minimo che possa aver blaterato). Stringe nervosamente la bottiglia. Vorrebbe tanto darla in testa ai tutori urbani dell’ordine, ma sarebbe fatica sprecata. Quella fa il paio con i martelli di carnevale. E’ plastica, no? Risultato: la pressione fa volare il tappo, fuoriesce l’acqua e rinfresca il selciato. Altro verbale ed ulteriore multa di 25 Euro per "imbrattamento di suolo pubblico".
E qua, mi spiace dirlo, ma a fare acqua non è solo la bottiglia del precario.
Ricordate la storia dell’ "ago e del cammello"? Occorrerebbe raccontargliela a chi ha partorito norme che a Napoli verrebbero subito catalogate nel comparto "pensate".
Qualche inguaribile pignolo potrebbe tirar fuori la disposizione al sequestro dell’incasso. Buona anche quella! Visto che funzionerebbe, tutt’al più, in presenza di collettore di oboli tanto psicolabile da tenersi in saccoccia per l’intera giornata il ricavato della "questua".
Alternative?
Si potrebbe costringere chi viene cuccato sul fatto a svolgere lavori socialmente utili. Che so: scopare gli spazi antistanti il luogo del reato, minacciare "mazzate" ai piccioni che imbrattano panchine e monumenti del vicino giardinetto, indicare agli incontinenti l’ubicazione dei servizi igienici. E se dovesse rifiutare? Peggio per lui! Lo si costringerebbe a sorbirsi seduta stante (anche se sotto appropriato controllo medico) tutte le puntate di "Commesse".