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SADISMO ELETTORALE |
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Non bastavano il telemarketing, le indagini di mercato, le offerte promozionali e quanti, attaccandosi al telefono con la testa fuori quadro, pare facciano dell’errata composizione il loro hobby preferito. Mancava all’appello l’arrembaggio dei candidati che, puntualmente, si sono premurati di colmare l’imperdonabile lacuna.
E’ risaputo come, equamente diviso tra incombenze d’ufficio e lavoro nero, l’italiano medio finisca per trascorrere tra le pareti domestiche il tempo necessario a mangiare, dormire, defecare e scopare; tutte occupazioni che, riconosciamolo, non sono tra le più indicate per sorbirsi gli sproloqui di chi s’è appena improvvisato politico o del sedicente consigliere uscente.
Naturalmente si tratta di messaggi registrati. Questa brava gente sa benissimo a quali incerti si esporrebbe arrischiandosi in tentativi di contatto diretto. Diciamo che ha modellato l’iniziativa sulla falsariga delle telefoniste hard; quelle avvezze ad esordire con un "non parlare….ascolta!".
Una saggia precauzione che mette al riparo da una selva di "vaff…..!!!!", e, quel che più conta, evita all’aspirante di fornire esaurienti ragguagli sulla sua non comune impreparazione.
Secondo me quella è gente che punta tutto sulla componente più spiccatamente geriatrica dell’elettorato. Su quei vecchietti, vale a dire, che sembrano fatti apposta per arricchire le cronache locali con gli articoli sulle truffe quotidianamente subite.
Ma per chi non s’è ancora bevuto il cervello? Beh!……Sono c.! Quest’è chiaro.
Prendiamo il caso dello stitico penosamente incollato sul water. E’ lì da una buona mezz’ora. Ci spera. Gli pare, a tratti, di avvertire incoraggianti segnali, quando attacca a squillare il telefono. Trattandosi di single, non c’è chi possa rimpiazzarlo nella corsa alla cornetta. Il malcapitato compie lo sforzo di sollevarsi. Non è detto che riabbottoni i calzoni, ed è anzi molto probabile che raggiunga l’apparecchio trascinandosi con le tipiche movenze degli antichi ospiti dei bagni penali. Sul momento non realizza. Crede che all’altro capo ci sia davvero chi possa essersi preso la briga di contattarlo. Pensa, sulle prime, alla possibilità di concretizzare un "voto di scambio" (per certa magistratura si tratta di reato raro e gravissimo, ma lui se ne fotte – n.d.r.). Quando realizza la natura del marchingegno è ormai troppo tardi; l’altro gli ha già fatto una testa così; spaziando dai tombini della circoscrizione alle misure contro Al Qeda.
A me è toccato un tizio con la fissa dei parcheggi. Uno che ci tiene a proclamarsi personalmente afflitto dalla loro proverbiale carenza in quartiere. Casca male. Conosco il soggetto. Per quel che ne so continua a gestire un avviato negozio di salumeria; cosa che mi darà il diritto (una volta finita questa stramaledetta campagna elettorale dalla quale, spero, esca perdente) di perseguitarlo a colpi di telefono ogniqualvolta mi vedrò costretto a lasciare l’auto in doppia/tripla fila, o sul parciapiede.