PRESENTAZIONE CRITICA
Da sempre Salvatore Simone avrebbe voluto fare il pittore, ma il suo percorso di vita lo ha condotto altrove, distogliendolo da questo suo forte desiderio.
La nascita del "Laboratorio" nel 1984, a Chieri, lo vide tra i miei più attenti allievi, dandogli la possibilità di apprendere una tecnica che gli ha consentito la piena espressione della sua passione artistica.
Riconosco a Salvatore il suo profondo impegno nell'apprendimento di questa difficile tecnica che è l'acquaforte, situazione che gli ha permesso tra l'altro di interpretare i suoi paesaggi con quel vago sapore "naif", carico di stupore, sospeso in un tempo irreale che rende così affascinanti le sue incisioni.
Gianni Demo
Dopo un periodo dedicato alla tecnica dell'olio, appresa a Napoli da Gaetano Bocchetti, l'artista ha deciso di lanciarsi nella sperimentazione della matita che infine lo ha fatto approdare alla pratica dell'acquaforte. Qui ha trovato modo di far emergere la sua bravura di fine incisore, anche grazie alla frequentazione del Laboratorio Chierese diretto dal maestro Gianni Demo.
Simone ha ormai l'occhio attento a cogliere prospettive e scorci che regalano una sensazione di passato antico e forse anche nostalgico. Sa riportare minuziosamente tutti i particolari dei paesaggi, ora rivesi, ora pugliesi, ora marchigiani, dove soprattutto ama rifugiarsi, perchè come afferma egli stesso: "Amo immergermi nella natura, percorrere vecchie strade ed angoli antichi che hanno il sapore della memoria e del tempo",
Il colore appare di rado nelle sue incisioni, come del resto è giusto che sia, dal momento che la bellezza di un'acquaforte si esprime principalmente con l'uso sapiente e magistrale del chiaroscuro.
Così dalla sua talora romantica capacità di fotografare luoghi sono nati molti dei lavori di Simone che catturano non solo silenziosi e freschi borghi marchigiani e campagne rivesi, ma anche pietre e tufi della nativa Sava, in Puglia.
Opere, le sue, che vantano un autore con doti da certosino, capace di far palpitare di vita ora una rilassante distesa verde ora una barocca architettura pugliese.
Alice Quaglino