LE TENTAZIONI DI SANT'ANTONIO
Non s'è mai capito con esattezza come facesse, ma stando alle
versioni canoniche, pare riuscisse a sottrarsi alle tentazioni del
demonio che, "adescandolo sotto le sembianze d'un bella donna cercava
d'indurlo al peccato".
Secondo me, i casi sono due.
IPOTESI n.1
Di fronte alla lusinghiera apparizione, il religioso, quantunque
normalmente allupato, potrebbe essersi fatto qualche ragionamento del
tipo
"Ormai, a forza di penitenze e digiuni, mi sono ridotto pelle e ossa,
al punto da dover regalare lo specchio per evitare di farmi schifo. Non
parliamo di palanche; che quì non ci scappa un nichelino nemmeno
se mi appendono per i piedi. Dove mai s'è vista una così gran bella
sventola intenzionata a folleggiare con un tipo spiantato e per giunta
racchio?...Huum!...La cosa non mi convince; anzi, diciamolo pure
francamente, mi puzza parecchio di zolfo. Vuoi vedere che si
tratta di quel poco di buono di Satana?
Oddio! E' vero che 'ogni lasciata è persa' e, tutto sommato,
stante la gratuità della prestazione.........Tuttavia, quando si
ha a che fare con l'intervento del maligno, c'è sempre da
mettere in conto quell'antipatica faccenda di 'pentole e coperchi' che
potrebbe costarmi lo sputtanamento. Come l'aggiustiamo poi con i
parrocchiani? ADDIO QUESTUA! ...Buona
donna, avreste per caso della salsiccia oppure qualche caciotta che
vi avanza? Sa com'è? Al convento.......E, quella, senza nemmeno
lasciarmi completare la richiesta:
"Ma va!....Vai a farteli dare da quella grandissima p. con la quale ti hanno visto scopicchiare in convento!"
"E sarrebbero c.! Passi per le penitenze, e pure per saltuari digiuni, ma
la fame; quella vera è una gran brutta bestia!.....No! No! e poi
No!"
IPOTESI n. 2
Potrebbe esser dipeso dal diavolo che, in quanto angelo (sia pure
decaduto), sarebbe costretto ad effettuare mutazioni innestandole sula sua natura di asessuato.
Ora, si sa che la fretta (lo ricordano anche i proverbi) fa
commettere più di qualche fesseria. Chi ci assicura che quello
si fosse trasfigurato a regola
d'arte?
Poniamo che avesse avuto una
giornataccia stracarica di impegni. Ore 6
al convento delle orsoline nel ruolo di irresistibile dongiovanni, 7 ai
mercati generali in veste di agitatore, 8 alla cattedrale in posa di
dotto predicatore eretico in grado di mandare
all'aria l'omelia del vescovo, 9 visita all'eremita costretto, al pari
del padovano, a compiere miracoli di memoria per ricordarsi la forma
degli attributi femminili; operazione da concludersi alla svelta,
perchè poi c'è da trasformarsi in lupo, col rischio di
beccare una schioppettata dal pecoraio che, disperato per lo stermino del
gregge, ha già bestemmiato su tutti i santi del Paradiso. Si potrà avere un minuto per tirare il fiato? Nemmeno
per sogno, a meno che non si voglia arrivare con imperdonabile ritardo
al capitolo delle clarisse pieno zeppo di monache (è il caso di
dirlo) assatanate dall'astinenza. Peggio di Fregoli; insomma una vera e
propria vita d'inferno. Chiaro che, sottoposto a questi ritmi, un
povero diavolo rischia di perdere la bussola. E quando ciò
accade sono dolori. Finisce che si gonfia il petto e si fa cresce
i capelli, magari mette anche del rossetto però dimentica di
aggiornare il sottovita. L'indotto in tentazione, che pure promette
bene, comincia a palpeggiare il toccabile, trova duro e subito cambia
espressione e tono: "Via di qua brutto travestito! Con chi c. credi avere a che fare?" Un'altra clamorosa sconfitta da mettere in conto (senza contare l'umiliazione).
Altre volte, sempre per colpa della
maledetta fretta, la trasformazione avviene alla carlona, al punto che,
vedendolo intrufolarsi nella dimora di qualche sant'uomo, non ci si
potrebbe sottrarsi dal chiedersi "Che cavolo sarà andata a fare in canonica Platinette?"