In tempo di ferie: VIDEOSORVEGLIANZA FAI DA TE
(Agosto 2004)
Un autentico gioiellino tecnologico quello pubblicizzato sul Giornale di Domenica 8 Agosto; una videocamera in grado di controllarvi l’abitazione ventiquattr’ore su ventiquattro. Pensate debba essere collegata al PC? Neanche per idea! A differenza delle web cam può farne tranquillamente a meno. Voi la istallate, poniamo, nel vano d’ingresso e quella, dotata di proprio indirizzo Ip e collegata ad una rete Wireless, vi consentirà di monitorarvi a piacere casa ed ufficio da qualsiasi parte del mondo.
Costi? Decisamente contenuti! Basta scucire 350 euro per l’apparecchio ed altri 50 per un canone annuo (che peraltro comincereste a pagare solo dall’Agosto del 2005).
L’annuncio, anche se contenuto in un modesto spazio pubblicitario, potrebbe sembrare tale da seminare il panico nelle numerose aziende che vivono di videosorveglianza. Qualcuno, è certo, comincerà a chiedersi se certe sale tappezzate di monitor non servano solo a spillarci un mucchio di quattrini.
Finalmente un qualcosa in grado di unire l’utile al dilettevole; dal momento che permetterebbe di scansare i ladri dribblando i costi della vigilanza? Certamente! A patto, s’intende, che siate disposti a trascorrere le vacanze senza mai staccare lo sguardo da un portatile accessoriato di scheda prepagata per collegamenti web 24 ore su 24. Questo per risparmiarvi tutta una serie di spese e peripezie che rischierebbero di trasformarvi in soggetti decisamente psicolabili.
Già durante il viaggio per la villeggiatura, vi attacchereste al monitor del radiomobile con l’unico risultato di constatare l’impossibilità di ricavarne un c. Vi era sfuggita, nell’impeto dell’acquisto, la naturale discordanza tra le dimensioni della zona sotto controllo e quelle del microschermo ultratascabile Non si può dire che la telecamera non trasmetta; c’è solo che vi occorrerebbe una buona dose di fantasia per arrivare a riconoscere in quei francobolli d’immagine le sembianze del vostro nido. Un po’ come accade a quanti, dopo aver arraffato i nuovi televisori da polso al solo scopo di gustarsi nottetempo (ed in piena privacy) gli spettacoli osè delle emittenti private, impossibilitati a raccapezzarvisi, finiscono con l’etorizzarsi sulle colonne d’un piano bar scambiate per altrettante cubiste.
Ovvio che non riuscireste a mettervi l’anima in pace prima d’aver raggiunto un qualche internet point dal quale gettare un’occhiata tra le ormai lontane pareti domestiche (sennò l’apparecchio che l’avete comprato a fare?). Appurereste, finalmente, come il marchingegno funziona ch’è una bellezza; inquadratura panoramica unita ad una così alta definizione dei dettagli da farvi notare che la porta del soggiorno risulta socchiusa. Voi giurereste d’averla bloccata a doppia mandata. "Vuoi vedere che ci hanno fatto fessi?"
Il sospetto, ammettiamolo, non è dei minori. Impossibile escludere che inaugurereste la villeggiatura passando al setaccio la lunga serie di facce da galera che bazzicano dalle vostre parti. Sono situazioni capaci di rivalutare miracolosamente l’esistenza delle suocere, che abbandonano, per l’occasione, i connotati di indesiderate megere per tramutarsi in numi tutelari della sicurezza domestica. Una telefonata ed un confortevole riscontro di falso allarme riuscirebbero a restituirvi la calma.
Tanto per starvene ancora tranquilli (ma anche per far schiattare d’invidia vacanzieri sprovvisti delle vostre disponibilità tecnologiche) scalereste di botto la classifica dei frequentatori dell’Internet-caffee, che, tra scatti alla risposta e costi di servizio, comincerebbe a costarvi un occhio della testa. Questo perché, tra quanti paventano il furto con scasso proliferano individui affetti da una sindrome che ha molti punti in comune con quella dei cornuti immaginari.
Per chi si ficca in testa che la moglie è tipo da farsi l’amante ogni momento è buono per verificare la veridicità della fissa che lo disturba. Se ha sposato una casalinga studierà ogni pretesto per subissarla di telefonate. "Non risponde? Brutto segno!" E magari la signora è inchiodata in bagno da insistente stitichezza. Peggio ancora se si tratta di un’impiegata. Ipotesi nella quale dovrà farne le spese l’intero entourage che la circonda. "Non è in ufficio? Pensano che sia fesso!" Impossibile convincerlo che la poveretta potrebbe essersi inventato chissà quale pretesto per correre ad approvvigionarsi nel più vicino supermercato. "Molto più probabile……" attacca a rodersi lo sventurato……., e non manca di aggrapparsi alle peggiori farneticazioni fisiognomiche per azzeccare con quale dei colleghi potrebbe essere andata a spassarsela.
Se c’è una cosa che i furti in alloggio hanno in comune con le "cofecchie" è proprio l’imprevedibilità dell’ora in cui potrebbero verificarsi. Nell’un caso, come nell’altro, è indispensabile cuccare sul fatto i colpevoli. Da ciò la necessità di alternare a quelli diurni i videoappostamenti notturni; un’impresa che, adeguatamente compensata, trasformerebbe ogni albergatore nel più disponibile degli alleati.
Poiché la sicurezza non ha prezzo, continuereste a scucire palanche peggio d’un drogato in crisi di astinenza e scommetto che, doveste cedere allo sfinimento, potreste sempre fare affidamento sulla disponibilità della vostra compagna, che certo non rifiuterebbe di darvi il cambio.
"Una sedia nell’ingresso! Prima non c’era!" Poi si scopre che a dimenticarla lì era stata la suocera uscendosene mezzo intronata dopo aver dato acqua alle piante.
E’ un fatto che ogni anno, puntualmente, già al primo fiorire dei mandorli, la pubblicità degli antifurti s’affretta a scatenare la sua campagna d’estate, addobbando con scritte del tipo "Partite sicuri" gli aggeggi più inverosimili sulla cui manovrabilità, potete starne certi, i ladri ne sanno sempre molto più di chi li installa.
Per mettere al sicuro alloggi, cantine, auto e garage, molti arrivano a sobbarcarsene l’acquisto sottoscrivendo contratti capestro che comportano un interminabile numero di "comode" rate.
Secondo me il lancio della nuova portentosa videocamere punta molto sulla crescente ripugnanza a sottoscrivere cambiali per l’acquisto degli antifurti. E se è vero che la crisi economica tira ad allargare le confraternite dei topi d’alloggio, è impossibile anche sottovalutare il potenziale mercato rappresentato da quanti sono chiamati a scegliere tra l’indebitamento per le ferie e quello relativo all’acquisto di deterrenti antifurto.
Insomma! Questa c. di videocamera con collegamento Wireless vale o no i 300 e passa euro che costa?
Dipende! Io non me la sentirei di escludere a priori prospettive di indiscussa utilità. Soprattutto per quanti (e quest’anno pare siano la maggioranza), restandosene in città, non saranno più costretti a sobbalzare sul letto ogni santa notte che qualche fottutissimo temporale si diverte a far scattare sirene e sirenette antifurto come fossero batterie di mortaretti azionate a conclusione della festa patronale.