SU ACQUATINTA

 Il breve filmato presente in cartella mostra altre lastre riconducibili ad una mia tecnica personalissima sulla quale è forse il caso di spendere qualche parola.
 Come risulta fin troppo evidente le lastre ( di solito realizzate su zinco 10 x 15 cm ) non recano tracce di elaborazioni in acquaforte. Tutto risulta realizzato per mezzo di graniture non effettuate con tecnica "a risparmio", bensì attraverso morsure sovrapposte ( quattro incisioni per ottenere otto toni ).
 La particolarità del sistema sta tutta nel fatto che non ci sono graniture a cassetta (tipo "bitume di Giudea") e nemmeno con colofonia a sacchetto. Tutto avviene creando ed utilizzando su computer due aree di puntilismo con grani di differente grandezza e densità che vanno ad occupare ( mediante vari passaggi ) le aree delle immagini destinate all'incisione.
 Si passa, successivamente, alla manipolazione chimica delle stampe ricavate dal PC che, opportunamente trattate, e dopo averle sovrapposte a registro, consentono il riporto su lastra ( un pò come accade per la litografia ), creando sulla stessa punti resistenti all'azione dell'acido.
 Una volta coperte con vernice liquida le superfici che non vanno attaccate si passa il metallo in soluzione molto diluita di acido nitrico ( 1:20), rispettando i tempi richiesti dalle quattro morsure in successione, quindi si effettua un unico passaggio al torchio calcografico.
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